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    Manovra, l’Ungheria bacchetta l’alleato Salvini: “L’Italia deve rispettare le regole dell’Unione Europea”

    Credit: Afp

    Zoltan Kovacs, il ministro della Propaganda internazionale e l'uomo che Orban usa come inviato nelle capitali europee, ha espresso criticità sulla legge di Bilancio: "Le regole dell’Unione europea ci sono e vanno rispettate"

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 21 Nov. 2018 alle 19:43 Aggiornato il 15 Nov. 2019 alle 15:28

    Quando ad agosto il vicepremier Matteo Salvini e il presidente dell’Ungheria Viktor Orban si erano incontrati a Milano, c’erano state strette di mano, sorrisi e pacche sulle spalle. Il leader ungherese aveva annunciato l’inizio di una svolta per il futuro dell’Europa e il ministro dell’Interno italiano aveva definito il capo del partito Fidesz “il mio eroe, il mio compagno di destino”.

    Ora, a distanza di mesi e dopo la bocciatura della Manovra da parte della Commissione europea, l’aria che tira sembra essere cambiata, anche se in silenzio.

    Zoltan Kovacs, il ministro della Propaganda internazionale e l’uomo che Orban usa come inviato per le capitali europee, ha criticato la legge di Bilancio varata dal governo italiano. “Le regole dell’Unione europea ci sono e vanno rispettate”, ha dichiarato il portavoce del governo di Orban.

    Kovacs, che breve incontrerà a Roma Salvini, non ha alcunché da ridire sulle politiche migratorie o sulle alleanze previste per le elezioni europee di maggio: “Non facciamo previsioni, ma se guardiamo alle novità politiche in Italia, Austria e anche in Germania, possiamo aspettarci qualche novità, avremo probabilmente un Parlamento europeo molto diverso da quello attuale”.

    “Non siamo abituati a intrometterci nelle vicende degli altri governi. C’è una discussione in corso tra la Commissione europea e Roma. Ma la recente storia del nostro paese insegna che è possibile rilanciare la crescita economica e ridurre la disoccupazione rispettando il patto di stabilità che tutti abbiamo sottoscritto in Europa”, ha aggiunto.

    Ma critica il Fiscal compact: “Il nostro governo ha ereditato un Paese in piena recessione nel 2010 e l’ha guidato verso una fase di espansione costante e sostenuta facendo allo stesso tempo grande attenzione a restare dentro i parametri comunitari sul deficit e sul debito”.

    Come ricordato dal Sole24ore, pur rimanendo le critiche sulle violazioni dei diritti, la Commissione europea ha riconosciuto i risultati economici che Orban ha ottenuto anche usando i fondi europei.

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