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    Mamma e figlio muoiono dopo il cesareo: il chirurgo era ubriaco

    Credit: Getty Images

    Il dottor P. J. Lakhanisi, chiamato per effettuare un taglio cesareo e aiutare la ragazza a partorire, si è presentato a lavoro ubriaco

    Di TPI
    Pubblicato il 1 Dic. 2018 alle 09:53 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:00

    Kaminiben Chanchiya, 22 anni, si preparava a mettere al mondo il suo primo figlio mentre la famiglia l’aspettava nei corridoi dell’ospedale Sonawala nella città di Botad, in India, pronta a celebrare il lieto evento, quando qualcosa in sala parto è andato storto.

    Il dottor P. J. Lakhanisi, chiamato per effettuare un taglio cesareo e aiutare la ragazza a partorire, si è presentato a lavoro ubriaco e non è stato in grado di svolgere correttamente il suo lavoro.

    Un altro medico che era presente in sala parto ha prima avvisato i familiari di Kaminiben Chanchiya che la bambina era nata morta e che la madre era in pericolo di vita a causa di una copiosa perdita di sangue.

    Dopo poco, un secondo dottore ha riferito alla famiglia che anche la giovane era morta sul tavolo operatorio a causa di alcune complicazioni a seguito del parto.

    Dopo aver ricevuto questa ennesima, terribile notizia, i familiari si sono scagliati contro il medico e l’ospedale è stato costretto a chiamare le forze dell’ordine per cercare di ripristinare l’ordine nella struttura sanitaria e fare chiarezza su quanto accaduto in sala parto.

    La famiglia della ragazza morta mentre dava alla luce la sua bambina ha subito denunciato il dottor P. J. Lakhanisi, accusandolo di negligenza. Il medico è stato interrogato dalla polizia e arrestato: gli agenti lo hanno sottoposto a un alcoltest che ha dimostrato che si era presentato sul luogo di lavoro ubriaco.

    Intanto si attendono i risultati delle autopsie della mamma e della figlia per determinare con esattezza le cause della morte di entrambe.

    Secondo la famiglia della vittima, se il dottore non si fosse presentato ubriaco a lavoro sarebbe stato in grado di intervenire prontamente per salvare la vita della madre e della neonata, a prescindere dalle cause che hanno portato alla morte di Kaminiben Chanchiya e della bambina.

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