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    L’automobile al tempo della crisi

    L’analisi dei “big data” sulla congestione dei grandi centri urbani può essere un indicatore economico?

    Di Mattia Pessina
    Pubblicato il 10 Lug. 2014 alle 10:02 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:27

    Il Paese più congestionato dal traffico? Il Belgio. La città dove gli automobilisti perdono più tempo al volante? Milano. Questi sono i dati pubblicati da Inrix, un sito che da sette anni colleziona big data sul traffico dei principali conglomerati urbani e delle principali arterie stradali dell’Europa e del Nord America.

    L’indagine è un monitoraggio periodico dei dati real time del traffico nelle principali città europee e americane. Inrix calcola il tempo medio impiegato per completare un dato tratto di strada durante le ore di punta e quelle più tranquille. I dati emersi da queste rilevazioni vengono raccolti dalle principali strade di una città e poi elaborati con pesi matematici per produrre un indice di congestione del traffico e del tempo che ogni automobilista perde mediamente al volante ogni giorno.

    Oggi l’Italia si piazza quarta fra i Paesi più congestionati, ma guida la classifica delle nazioni dove il traffico è maggiormente aumentato negli ultimi dodici mesi (+56 per cento). Se scendiamo poi nel dettaglio, emerge come la città che ha visto il maggiore incremento del traffico sia stata Genova (+97 per cento), seguita da Cagliari, Napoli e Torino.

    La classifica delle città più congestionate è guidata da Milano, seguita da Roma e Firenze. Al quarto posto troviamo Cremona che batte a sorpresa Napoli.

    Inrix ha poi confrontato questi dati sul traffico con gli indicatori economici per cercare una correlazione fra l’utilizzo della macchina e la crisi. In Europa ed America il traffico per la prima volta da due anni sta aumentando nuovamente, anche se con differenze sostanziali fra Paesi.

    Il dato che emerge è come le economie in profonda crisi (Portogallo, Spagna e alcuni stati degli USA) vedano ancora un calo del traffico, mentre quelle ancora solide o comunque in ripresa (Regno Unito, Svizzera e le città più dinamiche del Nord America) siano interessate da un aumento.

    L’eccezione è ancora una volta l’Italia: nonostante indicatori macroeconomici ancora deludenti, il traffico aumenta nel nostro Paese. Anche qui però i dati dettagliati possono darci qualche indicazione in più: delle dieci città più congestionate in Italia solo due sono del sud.

    Possiamo dunque vedere un trend di crescita del traffico dove l’economia italiana se la passa “meno peggio”. I dati nostrani rimangono comunque molto alti, segnale che la macchina rimane una priorità per italiani anche in periodi di ristrettezze economiche.

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