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    Il Kenya ha organizzato il primo concorso di bellezza riservato agli albini

    In molti paesi dell'Africa orientale, le persone affette da albinismo sono soggette a persecuzioni e le parti del loro corpo vengono rivendute al mercato nero

    Di TPI
    Pubblicato il 6 Nov. 2016 alle 10:21 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:49

    Discriminati, emarginati, venduti, mutilati e uccisi. È stata sempre questa la sorte riservata alle persone affette da albinismo dell’Africa orientale. Considerati come esseri dotati di poteri magici e nel contempo giudicati come figli del diavolo, gli zeruzeru (gli albini africani) non hanno mai avuto una vita semplice.

    Gli albini africani della Tanzania, del Kenya, del Burundi e dello Zimbabwe sono sempre stati soggetti a feroci persecuzioni e oggetto di superstizioni. Si pensa, difatti, che le parti del loro corpo siano preziose ed efficaci nei rituali magici. Per questo i loro arti, i loro seni e i loro genitali vengono amputati perché utili per curare l’infertilità.

    Tuttavia, al fine di combattere superstizioni, pregiudizi e persecuzioni, a Nairobi, in Kenya, il 21 ottobre scorso si è svolto il primo concorso di bellezza riservato alle donne e agli uomini affetti da albinismo. 

    Venti partecipanti in tutto (dieci donne e dieci uomini) che hanno preso parte al contest denominato “Beauty Beyond Skin” , il primo spettacolo albino al mondo, organizzato al fine di restituire un’identità e una dignità a queste persone – o perlomeno dare avvio a un nuovo modo di percepire queste persone nella società tradizionale africana – celebrando la loro bellezza nel tentativo di abbattere il muro dei pregiudizi. 

    Le ragazze e i ragazzi con indosso abiti all’ultima moda e con creazioni originali si sono sfidati per il titolo di Miss e Mister Albino dell’anno, di fronte a un migliaio di persone tra cui ha spiccato la presenza del vicepresidente William Ruto. 

    I concorrenti hanno poi colto l’occasione per presentare una petizione al governo affinché venga riconosciuta e rispettata la loro condizione. 

    Nel corso della sfilata, i partecipanti hanno poi indossato le divise di ufficiali dell’esercito, di camerieri e di agenti di polizia, al fine di lanciare un chiaro messaggio sociale: anche loro sono parte integrante della società. 

    La neo eletta Miss Albinismo 2016, Loyce Lihanda, ha dichiarato: “Per tanto tempo gli albini sono stati trattati come mezzi esseri umani, per la loro diversità. Questo non ha fatto altro che influenzare la nostra autostima e la capacità di utilizzare ed esplorare le nostre capacità e i nostri talenti”. 

    “Siamo frutto di una mentalità che ci ha scartati instillando il pregiudizi che gli albini non siano in grado di raggiungere ciò che le persone normali sono in grado di fare. Ma il tempo ha dimostrato l’esatto contrario, ovvero che siamo in grado di eccellere anche noi”, ha sottolineato la nuova reginetta di bellezza. 

    In Kenya, l’albinismo è una condizione fortemente stigmatizzata. Il timore più grande per persone affette da albinismo è l’essere considerati merce di scambio. Le parti del loro corpo vengono difatti commercializzate illegalmente e utilizzare nella medicina tradizionale per curare alcune patologie. 

    Dal 2000 a oggi, nella vicina Tanzania sono state 75 le vittime di questa feroce persecuzione, tra bambini e adulti, e più di 62 sono fuggiti a causa di lesioni gravi subite dopo gli attacchi da parte di persone che volevano lucrare sui loro arti amputati rivendendoli agli stregoni. 

    Il vicepresidente keniano, William Ruto, ha dichiarato a margine del concorso che il governo di Nairobi si sarebbe impegnato a garantire la sicurezza degli albini. Il primo step in questa direzione, ha precisato Ruto è l’aver stanziato dei finanziamenti e agevolazioni fiscali per queste persone.

    — LEGGI ANCHE: Il destino degli albini africani 

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