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    Usa, il ministro della Giustizia Jeff Sessions si è dimesso su richiesta di Donald Trump

    Credit: Afp

    "Ringraziamo il ministro della Giustizia Jeff Sessions e gli auguriamo il meglio", ha scritto su Twitter il Tycoon

    Di Marta Facchini
    Pubblicato il 7 Nov. 2018 alle 21:30 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:47

    Il ministro della Giustizia Jeff Sessions si è dimesso su richiesta del presidente Donald Trump. Ha consegnato la sue dimissioni al capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly.

    “Ringraziamo il ministro della Giustizia Jeff Sessions e gli auguriamo il meglio”, ha scritto su Twitter il Tycoon, annunciando che sarà Matthew G. Whitaker, il capo di gabinetto al Dipartimento di Giustizia, a sostituire temporaneamente il ministro uscente. “Ringrazio Jeff Sessions per il suo lavoro”, ha aggiunto.

    “Abbiamo agito con integrità portando avanti legalmente e aggressivamente l’agenda politica di questa amministrazione”, ha invece rivendicato Sessions.

    La messa alla porta di Session, mandato via il giorno dopo le elezioni di metà mandato, non è una sorpresa. Il rapporto tra i due aveva conosciuto un momento di crisi  quando l’ormai ex ministro si era astenuto durante l’indagine sul Russiagate, che nel 2017 aveva delegato al suo voce Rod Rosenstein.

    La scelta era stata dovuta al fatto che Sessions, durante la fase della sua nomina, aveva nascosto al Senato i suoi incontri con l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti durante la campagna elettorale di Trump, per cui lavorava come senatore.

    Durante un comizio avvenuto il 5 novembre, l’inquilino della Casa Bianca aveva detto: “Le amministrazioni generalmente effettuano modifiche dopo le elezioni di midterm. La mia probabilmente rientrerà in questa categoria. Adoro il mio governo, per la maggior parte. Abbiamo persone di enorme talento”.

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