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    Guerra Israele-Hamas, la Croce Rossa: “Abbiamo i due ostaggi americani rilasciati per motivi umanitari”. Biden: “Il valico di Rafah apre in 24 – 48 ore”

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 20 Ott. 2023 alle 07:46 Aggiornato il 20 Ott. 2023 alle 20:41

    La diretta live della guerra tra Israele e Hamas di oggi venerdì 20 ottobre

    Si avvicina l’ingresso delle truppe israeliane a Gaza, mentre aumenta il rischio di una guerra regionale in Medio Oriente. Ieri il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha detto alle truppe che presto avrebbero visto “dall’interno” la Striscia di Gaza e il capo del comando meridionale delle Forze di difesa israeliane (Idf), il maggiore generale Yaron Finkelman, ha dichiarato che l’offensiva sarà “lunga e intensa”. Dopo il clamore suscitato dalla strage nell’ospedale al-Ahli nella città di Gaza, in cui secondo le stime dell’intelligence statunitense sono morte tra le 100 e le 300 persone, ieri un raid israeliano ha colpito la chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, in cui erano presenti decine di sfollati. “Prendere di mira le chiese e le loro istituzioni, insieme ai ripari che forniscono protezione ai cittadini innocenti, soprattutto i bambini e le donne che hanno perso la casa a causa degli attacchi aerei israeliani sulle aree residenziali negli ultimi 13 giorni, costituisce un crimine di guerra che non può essere ignorato”, ha dichiarato il Patriarcato ortodosso di Gerusalemme.

    Nel Mar Rosso settentrionale un cacciatorpediniere statunitense ieri ha abbattuto missili e droni lanciati dai ribelli filo-iraniani huthi nello Yemen che, secondo il Pentagono, erano “potenzialmente diretti verso obiettivi in Israele”. Altre milizie sostenute dall’Iran hanno colpito due basi statunitensi in Iraq e una nella Siria orientale, usando droni.

    Le forze israeliane intanto continuano a colpire i vertici di Hamas. In un attacco ieri è stata uccisa Jamila al-Shanti, la vedova del cofondatore Abdel Aziz al-Rantisi, e prima donna eletta nel 2021 nell’Ufficio politico dell’organizzazione. Nuovo bilancio del ministero della sanità di Gaza che parla di 4.137 morti, con oltre 13mila feriti. Di seguito tutti gli aggiornamenti di oggi, venerdì 20 ottobre 2023.

    DIRETTA

    Ore 19.30 – Croce Rossa conferma, “Abbiamo le due americane” – La Croce Rossa ha confermato di aver le due americane consegnate da Hamas che le teneva in ostaggio nella Striscia di Gaza. Lo riferisce Haaretz.

    Ore 19 – Hamas annuncia: “Abbiamo liberato due ostaggi americani per ragioni umanitarie” – Il portavoce dell’ala armata di Hamas Abu Ubaida ha annunciato che gli jihadisti avrebbero liberato due ostaggi americani “per ragioni umanitarie”, in risposta agli sforzi di intermediazione del Qatar. Si tratterebbe di una donna e di sua figlia. Questo – ha detto Hamas – per “dimostrare al popolo americano quanto siano errate le affermazioni di Biden e della sua amministrazione fascista”.

    Ore 18 – Erdogan: “Israele fermi le operazioni a Gaza, è genocidio” – “Ribadisco il nostro appello all’amministrazione israeliana a non ampliare ai civili la portata dei suoi attacchi e fermare immediatamente le operazioni che stanno per diventare un genocidio”. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Anadolu, parlando delle operazioni israeliane su Gaza. “Israele, invece di correggere i propri errori e agire con la saggezza di uno Stato, si sta comportando come un’organizzazione, spesso incitata da attori esterni alla regione”, ha aggiunto il presidente turco.

    Ore 17 – Mosca, “Contatti con Hamas per ottenere rilascio ostaggi” – La Russia ha contatti con Hamas per cercare di ottenere il rilascio degli ostaggi rapiti in Israele. Lo ha detto l’ambasciatore russo a Tel Aviv, Anatoly Viktorov. “Naturalmente – ha detto il diplomatico in un’intervista a Izvestia, ripresa dall’agenzia Tass – abbiamo contatti con rappresentanti di Hamas, mirati prima di tutto a ottenere il rilascio degli ostaggi”.

    Ore 16.30 – Israele contro Greta: “Chi si identifica con lei sostiene terrorismo” – “Chiunque in futuro si identificherà con Greta Thunberg sarà, a mio avviso, un sostenitore del terrorismo”. Così un portavoce dell’esercito israeliano Arye Sharuz Shalicar, parlando con Politico, si scaglia contro la famosa attivista del clima che oggi ha affermato che “il mondo deve alzare la voce e chiedere un cessate il fuoco immediato, giustizie e libertà per i palestinesi e tutti i civili coinvolti”.

    Ore 16,00 – Egitto: “Media occidentali ci accusano crisi umanitaria a Gaza. Il valico di Rafah è aperto, non ostacoliamo uscita di persone” – Il ministero degli Esteri egiziano ha accusato i “media occidentali” di prendere di mira il paese per la crisi umanitaria di Gaza. Il dicastero guidato da Sameh Shoukry ha affermato su X che questi media stanno “promuovendo uno scenario dove si descrive l’Egitto responsabile della chiusura del valico nonostante gli attacchi mirati israeliani”.
    “Il valico di Rafah è aperto e l’Egitto non è responsabile di ostacolare l’uscita di cittadini di paesi terzi”, ha aggiunto il ministero.

    Ore 15.00 – Gaza, ultimo bilancio: oltre 4mila vittime – Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Sanità palestinese, dal 7 ottobre sono stati uccisi più di 4.000 palestinesi. Il ministero ha affermato che 4.137 persone hanno perso la vita, mentre più di 13.000 sono rimaste ferite.

    Ore 14.50 – Israele, Gallant: “Non controlleremo la vita nella Striscia” – Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha dichiarato ai parlamentari israeliani che in futuro l’esercito non intende controllare “la vita nella Striscia di Gaza”.
    È la prima volta che un esponente del governo israeliano ha illustrato i piani del governo una volta raggiunto l’obiettivo di distruggere Hamas.

    Ore 13,00 – Onu, aiuti in arrivo da domani – L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (Ocha) ha affermato che sta conducendo “negoziati approfonditi e avanzati con tutte le parti interessate” per garantire che l’invio di aiuti umanitari attraverso il valico di Rafah inizi il prima possibile. L’Ocha ha affermato che le parti sono “vicine a un accordo” sulle “modalità” di tali aiuti e che la prima spedizione potrebbe iniziare “domani”, secondo quanto riportato dai media internazionali.

    Ore 12,00 – Patriarcato ortodosso Gerusalemme: “Attacco a chiesa crimine di guerra” – Il Patriarcato ortodosso di Gerusalemme ha espresso la “sua più ferma condanna per l’attacco aereo israeliano che ha colpito il complesso della sua chiesa nella città di Gaza”. “Prendere di mira le chiese e le loro istituzioni, insieme ai ripari che forniscono protezione ai cittadini innocenti, soprattutto i bambini e le donne che hanno perso la casa a causa degli attacchi aerei israeliani sulle aree residenziali negli ultimi 13 giorni, costituisce un crimine di guerra che non può essere ignorato”, ha dichiarato.

    Ore 11,00 – Anp: “13 morti in scontri con esercito israeliano in Cisgiordania” – È salito a 13 il numero dei morti, tra cui 5 minori, negli scontri di ieri tra palestinesi ed esercito israeliano nel campo profughi di Nur al-Shams in Cisgiordania. Lo ha dichiarato il ministero della Salute dell’Autorità nazionale palestinese. Tra le vittime anche 5 minori. Un agente della polizia di frontiera, secondo Haaretz, è stato ucciso nell’esplosione di un ordigno durante uno scontro a fuoco, 10 sono rimasti leggermente feriti. L’esercito israeliano ha annunciato ieri di aver colpito nella zona un gruppo di miliziani armati con un drone.

    Ore 10,00 – Tajani: lavoriamo per evitare che la guerra si allarghi – “Il rischio c’è, lavoriamo perché non accada. Nelle prossime ore sarò in Tunisia per parlare anche di questo: il paese è stato per tanti anni la sede dell’Olp, seguono con attenzione la questione palestinese. Cerchiamo di convincere anche loro ad avere un ruolo di pacificatori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Quotidiano Nazionale, riguardo l’ipotesi di un allargamento del conflitto al Libano. Sulla de-escalation, Tajani ha detto che è necessario fare in modo “che il conflitto non si allarghi ad altri paesi e si limiti al massimo anche rimanga tra israeliani e palestinesi, diminuendo di intensità. Ciò implica che da parte di Hezbollah non si lancino più razzi su Israele, e da parte di Hamas non si alzi il livello di scontro”. Secondo il vicepremier, “l’Italia può svolgere un ruolo importante”. “Noi diciamo ad Israele che bisogna rispettare il diritto internazionale ed evitare che la popolazione civile sia coinvolta, perché i palestinesi non sono Hamas”, ha aggiunto Tajani, specificando poi che “non ci sono segnalazioni particolari” sul rischio di attentati in Italia. “Non bisogna drammatizzare, ma non bisogna neanche abbassare la guardia. Per questo abbiamo deciso di sospendere Schengen alla frontiera con la Slovenia”.

    Oggi Tajani è in missione in Tunisia assieme al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida e alla ministra del Lavoro Calderone. Incontrerà il presidente Kais Saied e il suo omologo tunisino, Nabil Ammar.

    Ore 9,00 – Sondaggio, per l’80% degli israeliani Netanyahu deve ammettere le sue responsabilità – Secondo l’80 percento degli israeliani il primo ministro Netanyahu dovrebbe assumersi pienamente le proprie responsabilità per i fallimenti che hanno portato al massacro dello scorso 7 ottobre. Tra chi ha votato il premier, il dato è pari al 69 percento, secondo l’indagine pubblicata dal quotidiano Maariv. Il 65 percento degli israeliani sarebbe inoltre a favore dell’invasione di terra della Striscia.

    Ore 8,30 – Israele evacua città al confine con il Libano – Le autorità israeliane hanno deciso di evacuare la città di Kiryat Shmona, a soli due chilometri dal confine con il Libano. Lo ha annunciato il ministero della Difesa israeliano. Sono circa 20mila gli abitanti di Kiryat Shmona. La loro evacuazione è stata decisa per l’aumentata instabilità al confine con il Libano e a causa del lancio di razzi provenienti da Hezbollah.

    Ore 8,15 – Esercito israeliano: colpiti oltre 100 obiettivi di Hamas nella notte – L’esercito israeliano parla di “più di 100 obiettivi di Hamas” colpiti nella notte a Gaza. Tra le vittime ci sarebbe anche un esponente del comando navale di Hamas, Amjad Majed Muhammad Abu `Odeh, ritenuto da Israele corresponsabile dell’attacco dello scorso 7 ottobre. Le forze armate hanno detto poi di aver colpito un tunnel, depositi di armi e alcune centri operati di comando. Neutralizzata anche un squadra di lanciatori di razzi di Hamas che aveva tentato di colpire un aereo.

    Ore 8,00 – Media israeliani, “Abu Mazen ha rifiutato telefonata di Biden” – Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha rifiutato una telefonata di Joe Biden mentre il presidente americano era in Israele mercoledì. Lo riferisce l’emittente televisiva israeliana Kan citando una fonte palestinese. Secondo quanto riporato, i funzionari dell’amministrazione Biden hanno cercato di organizzare un colloquio telefonico tra i due leader, ma Abbas avrebbe respinto la richiesta.

    Ore 07,45 – Rafah, il valico chiuso anche oggi – Il valico di Rafah tra l’Egitto e la Striscia di Gaza resterà chiuso anche oggi, giorno che la stampa egiziana aveva indicato per la riapertura al passaggio degli aiuti umanitari. Lo riporta la Cnn, citando fonti statunitensi. Sono una ventina i camion con aiuti umanitari che oggi sarebbero dovuti entrare nella Striscia di Gaza, ma “non scommetterei soldi sui camion che transiteranno domani”, ha detto una delle fonti citate dalla Cnn, secondo le quali gli aiuti potrebbero entrare a Gaza nel fine settimana, forse sabato.

    Ore 7,30 – Israele, raid nella notte contro infrastrutture di Hezbollah – L’esercito israeliano “ha effettuato una serie di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah, compresi i posti di osservazione”, in risposta al “lancio di missili anticarro da parte di Hezbollah attraverso il confine per tutto il giorno”. Lo ha annunciato su Telegram l’esercito israeliano aggiungendo che “jet da combattimento dell’Idf hanno colpito tre terroristi che hanno tentato di lanciare missili anticarro verso Israele”.

    Ore 07,00 – Raid su chiesa a Gaza: i morti sono almeno 8 – Almeno otto persone sono morte nel bombardamento israeliano della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, nel quartiere storico di Gaza City, avvenuto ieri. Lo riporta al-Jazeera. Si temono ulteriori vittime perché decine di persone sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie.

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