Guerra degli Usa e di Israele in Iran, le ultime notizie di oggi, mercoledì 18 marzo
Gli Stati Uniti e Israele continuano a bombardare l’Iran, dove quasi 1.500 persone sono rimaste uccise e circa 19mila sono state ferite dall’inizio della guerra. Nella notte Teheran ha lanciato missili caricati con bombe a grappolo sullo Stato ebraico per “vendicare” l’uccisione di Ali Larijani, uno dei leader del regime iraniano morto ieri in un raid israeliano, provocando almeno 2 vittime (una coppia di anziani) a Ramat Gan. Dalle prime ore di questa mattina Repubblica islamica ha lanciato contrattacchi anche contro l’Arabia Saudita, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, mentre un drone è stato intercettato vicino all’aeroporto di Baghdad, in Iraq. Tel Aviv intanto prosegue i raid aerei e avanza con le proprie truppe anche in Libano: oltre 900 le vittime registrate e più di 2.200 i feriti dalla ripresa dei bombardamenti israeliani contro Hezbollah, che hanno anche provocato quasi un milione di sfollati. Il gruppo armato sciita ha risposto con una trentina di razzi lanciati sul nostro dello Stato ebraico. Di seguito le ultime notizie di oggi, mercoledì 18 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.
Ore 12,40 – Trump pungola gli “alleati”: “Potrebbero prendersi la responsabilità dello Stretto di Hormuz” – Il presidente Donald Trump è tornato a pungolare gli alleati degli Stati Uniti, colpevoli di aver rifiutato di inviare le proprie navi militari nello Stretto di Hormuz per garantire la libera navigazione nel quadro della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, ipotizzando di lasciare la responsabilità di questa via navigabile ai Paesi che la utilizzano. “Mi chiedo cosa succederebbe se ‘eliminassimo’ ciò che resta dello Stato terrorista iraniano e lasciassimo che i Paesi che lo utilizzano, noi no, si assumessero la responsabilità del cosiddetto ‘Stretto’? Questo farebbe smuovere, e in fretta, alcuni dei nostri ‘alleati’ che non reagiscono!!!”, ha scritto Trump sul suo social Truth, ipotizzando di concedere la responsabilità dello Stretto di Hormuz ai Paesi che ne beneficiano.
Ore 12,31 – L’Iran accusa: “Raid congiunto di Usa e Israele contro un impianto del giacimento di gas di South Pars” – Un raid aereo congiunto delle forze armate degli Stati Uniti e di Israele ha preso di mira un impianto del giacimento di gas naturale di South Pars, nel su dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, secondo cui l’attacco ha preso di mira un impianto petrolchimico collegamento al giacimento ad Asaluyeh, nella provincia meridionale di Bushehr. Gli attacchi non sono stati finora confermati né dal Comando Centrale delle Forze armate Usa (Centcom) né dalle Forze di Difesa di Israele (Idf). Il North Dome/South Pars ha un’estensione di 9.700 chilometri quadrati ed è il più grande giacimento di gas del mondo. Condiviso tra Iran e Qatar, è fondamentale per la produzione e la capacità di esportazione di gas naturale della Repubblica islamica e dell’Emirato.
Ore 12,14 – Libano: Idf annuncia il bombardamento dei ponti sul fiume Litani – Le forze armate di Israele (Idf) hanno annunciato che nelle prossime ore bombarderanno i ponti sul fiume Litani, in Libano, esortando nuovamente la popolazione libanese a evacuare verso nord. “A causa delle attività di Hezbollah e del movimento di terroristi nel Libano meridionale che si celano tra la popolazione civile, le Idf sono costrette a condurre attacchi mirati e su vasta scala contro le attività terroristiche di Hezbollah”, ha dichiarato in una nota diramata sui social il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano. Nel pomeriggio, ha aggiunto il militare, “le Idf intendono attaccare i valichi sul fiume Litani per impedire il trasferimento di rinforzi e attrezzature da combattimento”. “Per la vostra sicurezza, dovete continuare a spostarvi verso l’area a nord del fiume Zahrani e astenervi da qualsiasi movimento verso sud che potrebbe mettere in pericolo le vostre vite”, ha concluso il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano. Secondo l’Idf, poco meno di un migliaio di miliziani della Forza Radwan, l’unità d’élite di Hezbollah, ha attraversato il fiume Litani per entrare nel Libano meridionale e scontrarsi con le truppe israeliane impegnate nell’invasione del Paese dei Cedri. Nelle scorse ore le Idf avevano ordinato l’evacuazione di quattro località nel sud del Libano, invitando la popolazione ad abbandonare le proprie case e a spostarsi a nord del fiume Zahrani, a circa 40 chilometri a nord del confine. Ordini simili già diramati dall’Idf riguardano ormai, secondo i calcoli del Consiglio norvegese per i rifugiati, oltre 1.470 chilometri quadrati pari a circa il 14% del territorio libanese, e hanno già provocato almeno 900mila sfollati.
Ore 12,09 – Cina: Pechino continua a mediare per un cessate il fuoco in Medio Oriente – La Cina continuerà a mediare per promuovere un cessate il fuoco e la fine dei combattimenti in Medio Oriente. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. “La guerra non sarebbe mai dovuta scoppiare e non ha motivo di continuare”, ha detto Wang ricevendo oggi a Pechino l’inviato speciale del presidente degli Emirati Arabi Uniti in Cina. Il capo della diplomazia cinese ha poi espresso il proprio sostegno agli Emirati Arabi Uniti nella salvaguardia della loro sovranità e sicurezza nel quadro della guerra degli Usa e di Israele all’Iran.
Ore 12,05 – Iran: anche l’Idf conferma l’uccisione del ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib – Dopo l’annuncio del ministro della Difesa Israel Katz, anche le forze armate di Israele (Idf) hanno confermano l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano, Esmaeil Khatib, in un raid aereo condotto nella notte nella capitale Teheran. “La serie di assassinii continua: le Forze di Difesa Israeliane hanno assassinato il ministro dell’intelligence del regime terroristico iraniano a Teheran”, si legge in una nota diramata sui social dall’Idf, secondo cui il raid è stato condotto da alcuni caccia dell’Aeronautica militare contro la Direzione dell’Intelligence della capitale iraniana. Khatib, che ricopriva la carica di ministro dell’intelligence dal 2021, era a capo, secondo l’esercito di Israele, della “principale organizzazione di intelligence del regime terroristico iraniano, che ha anche svolto un ruolo chiave nel sostenere la repressione e le attività terroristiche del regime”. Secondo le Idf, il ministero iraniano “possiede capacità di intelligence avanzate, che gli consentono di sovrintendere alla sorveglianza, allo spionaggio e all’esecuzione di operazioni segrete in tutto il mondo, in particolare contro lo Stato di Israele e i cittadini iraniani”. In qualità di ministro, Khatib aveva svolto “un ruolo significativo durante le recenti proteste in tutto l’Iran, sia per quanto riguarda gli arresti e l’uccisione dei manifestanti, sia per aver influenzato la valutazione dell’intelligence del regime”, e durante le proteste del 2022-2023 contro l’uccisione di Mahsa Amini. L’uomo era anche accusato da Israele di aver guidato le “attività terroristiche del ministero contro obiettivi israeliani e americani in tutto il mondo, nonché contro obiettivi all’interno di Israele” durante la guerra in corso.
Ore 11,50 – Libano: 2 morti in un altro raid di Israele nel sud. Almeno 20 vittime da stanotte – Almeno due persone sono rimaste uccise e altre sette sono state ferite in un raid aereo condotto oggi dalle forze armate di Israele (Idf), nella località di Deir ez-Zahrani, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui tra i feriti figura anche un minore. L’attacco, che ha colpito un edificio residenziale nella piazza centrale della città, porta così ad almeno 20 morti il bilancio delle vittime dei raid aerei condotti da Israele in Libano a partire da stanotte. Soltanto nei quartieri di Zokak el-Blat e Basta della capitale Beirut si sono registrati 12 morti e 41 feriti.
Ore 11,41 – Iran: 8 morti e 47 feriti nel sud in un raid congiunto di Usa e Israele contro un tribunale – Almeno 8 persone sono rimaste uccise e altre 47 sono state ferite oggi nel sud dell’Iran a seguito di un raid aereo congiunto delle forze armate degli Stati Uniti e di Israele contro un tribunale. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mizan, organo di propaganda del sistema giuridico della Repubblica islamica, citando fonti della Corte Suprema provinciale, secondo cui il raid ha colpito questa mattina la Città giudiziaria della Contea di Larestan, nella regione meridionale di Fars. “Finora otto persone, tra cui un membro del personale giudiziario, un avvocato e sei imputati, sono stati uccisi nell’attacco aereo nemico contro il dipartimento di Giustizia di Larestan”, ha detto una fonte citata dall’agenzia di stampa iraniana, secondo cui almeno 12 feriti, tra cui due importanti magistrati, versano in condizioni critiche. Il raid porta ad almeno 19 le vittime registrate nelle ultime ultime ore in Iran a seguito degli attacchi aerei congiunti degli Usa e di Israele contro obiettivi della Repubblica islamica. Altre 11 persone, secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina ai Guardiani della Rivoluzione islamica, sono rimaste uccise oggi in altri raid condotti nella provincia occidentale di Lorestan.
Ore 11,29 – Israele, il ministro della Difesa Katz conferma: “Ucciso il ministro dell’Intelligence iraniano Esmaeil Khatib in un raid a Teheran. Idf autorizzate a eliminare i vertici della Repubblica islamica senza necessità di chiedere l’approvazione” – Il ministro della Difesa di Israele Israel Katz ha confermato l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano, Esmaeil Khatib, in un raid aereo israeliano condotto nella notte a Teheran, annunciando per oggi altre “significative sorprese” dal fronte. “Oggi sono attese importanti sorprese in tutti gli ambiti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l’Iran e Hezbollah in Libano”, ha affermato Katz in una nota diramata dal suo ufficio. “L’intensità degli attacchi in Iran sta aumentando. Anche il ministro dell’intelligence iraniano Khatib è stato eliminato durante la notte”, ha aggiunto il ministro della Difesa israeliano. Su suo ordine e del premier Benjamin Netanyahu, ha concluso Katz, il governo di Tel Aviv ha “autorizzato le Idf a eliminare qualsiasi figura iraniana di alto livello, senza bisogno di ulteriore approvazione”. Finora la Repubblica islamica non ha ufficialmente confermato né smentito la morte del ministro dell’Intelligence, Esmaeil Khatib.
Ore 11,18 – Libano: direttore del canale tv al-Manar ucciso con la moglie in un raid di Israele a Beirut – Il direttore della programmazione politica del canale televisivo al-Manar, affiliato a Hezbollah, Mohammad Shari, è rimasto ucciso questa mattina insieme alla moglie in un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nel quartiere di Zokak el-Blat, nel centro della capitale libanese Beirut. La notizia è stata divulgata dal canale televisivo in una nota citata anche dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. “Questo vile attacco israeliano ha preso di mira civili innocenti nelle loro case e appartamenti, provocando la morte di Mohammad Shari e di sua moglie. Anche i loro figli e nipoti, tra cui alcune donne e bambini, sono rimasti feriti e sono stati successivamente trasportati in ospedale”, si legge nel comunicato. Secondo l’ultima nota di aggiornamento fornita dal ministero della Salute libanese, almeno 12 persone sono rimaste uccise e altre 41 sono state ferite nei raid aerei israeliani condotti all’alba contro i quartieri di Basta e Zokak el-Blat a Beirut.
Ore 11,12 – Crisi nello Stretto di Hormuz: si riunisce a Londra l’Organizzazione marittima internazionale dell’Onu – È in corso oggi a Londra, nel Regno Unito, una riunione straordinaria dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo) delle Nazioni Unite, riunita per discutere della crisi nello Stretto di Hormuz nel quadro della guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran. La sessione straordinaria era stata convocata negli scorsi giorni dopo che il direttore del’Imo, Arsenio Domingue, aveva dichiarato che le scorte da parte di navi militari non rappresentano una soluzione a lungo termine per l’apertura dello Stretto, dove prima del conflitto transitava un quinto della quantità di greggio commerciata a livello mondiale. L’agenda dell’incontro odierno è incentrata sulla tutela della sicurezza delle migliaia di marittimi rimasti bloccati nel Golfo. Almeno otto marinai sono rimasti uccisi negli scontri dall’inizio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran.
Ore 11,01 – Kuwait: colloquio telefonico tra il principe ereditario e il premier del Pakistan. Islamabad condanna gli attacchi dell’Iran contro l’Emirato – Il principe ereditario, nonché premier e ministro degli Esteri del Kuwait, Sheikh Sabah Khaled Al-Hamad Al-Sabah, ha tenuto oggi un colloquio telefonico con il primo ministro del Pakistan, Muhammad Shehbaz Sharif. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa ufficiale kuwaitiana Kuna, secondo cui durante la telefonata il premier pakistano “ha ribadito la condanna” di Islamabad “per i palesi attacchi iraniani contro il territorio del Kuwait, considerandoli una flagrante violazione della sovranità e del diritto internazionale”.
Ore 10,55 – Libano: 2 morti in un altro raid di Israele nella Beqaa. Almeno 18 vittime da stanotte – Almeno due persone sono rimaste uccise in un raid aereo condotto oggi dalle forze armate di Israele (Idf), nella città di Sohmor, nella Beqaa occidentale, dove nella notte un altro bombardamento dell’Idf aveva provocato altre quattro vittime. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui l’attacco odierno ha colpito un’abitazione della città. Il raid porta ad almeno 18 il numero delle vittime dei bombardamenti condotti da Israele in Libano a partire da stanotte. Soltanto nei quartieri di Zokak el-Blat e Basta della capitale Beirut si sono registrati 12 morti e 41 feriti.
Ore 10,51 – Turchia: Nato schiera un altro sistema di difesa Patriot nel sud del Paese – La Nato ha disposto lo schieramento di un altro sistema di difesa missilistica Patriot statunitense nella provincia di Adana, nel sud della Turchia. Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa dalla base di Incirlik il portavoce del ministero della Difesa turco, contrammiraglio Zeki Akturk. “Oltre alle misure adottate a livello nazionale per garantire la sicurezza del nostro spazio aereo e dei nostri cittadini, ad Adana è in fase di dispiegamento un ulteriore sistema Patriot, commissionato dal Comando aereo alleato di Ramstein in Germania, che si aggiunge al sistema Patriot spagnolo già presente nella base”, ha dichiarato Akturk, secondo una nota diramata dal ministero di Ankara. Almeno due missili lanciati dall’Iran sono stati abbattuti nelle scorse settimane sullo spazio aereo turco.
Ore 10,40 – Libano: 2 morti in un altro raid di Israele a Sidone. Almeno 16 vittime da stanotte – Almeno due persone sono rimaste uccise e un’altra è stata ferita in un raid aereo condotto oggi dalle forze armate di Israele (Idf), nella città di Sidone, sulla costa mediterranea del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui l’attacco ha colpito un’auto in transito sul lungomare cittadino. Tra i morti figura anche un paramedico. Il raid porta ad almeno 16 il numero delle vittime dei bombardamenti condotti nelle ultime ore da Israele in Libano.
Ore 10,32 – Israele: nuovo attacco missilistico dall’Iran, nessun ferito – Un nuovo attacco missilistico lanciato dall’Iran ha interessato il nord e il centro di Israele, senza però provocare feriti né vittime. L’attacco, rilevato dalle forze armate israeliane (Idf), aveva fatto scattare le sirene di allerta nella zona di Haifa. Secondo l’Idf però tutti i missili lanciati da Teheran sono stati intercettati o sono precipitati in aree all’aperto. Secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, l’attacco non ha però provocato feriti né vittime.
Ore 10,19 – Libano: sale a 14 morti il bilancio delle vittime dei raid odierni di Israele – È salito a 10 morti e 27 feriti il bilancio delle vittime dei raid aerei condotti nella notte dalle forze armate di Israele (Idf) sulla capitale del Libano, Beirut, che si aggiungono alle 4 vittime registrate in un altro bombardamento dello Stato ebraico nella Beqaa occidentale. Lo riferisce il ministero della Salute libanese in una nota di aggiornamento citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna, secondo cui tra le zone colpite in città figurano i quartieri di Zokak el-Blat e Basta. Altre quattro persone, secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese, erano state uccise nella notte in un raid dell’Idf contro la città di Sohmor, nella Beqaa occidentale.
Ore 10,11 – Iraq: udite esplosioni a Erbil, intercettati diversi droni – Diverse esplosioni sono state udite questa mattina a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan, in Iraq. Numerosi droni, secondo il corrispondente dell’emittente curda Rudaw in città, sono stati abbattuti dai sistemi antimissile locali. Nelle ultime 24 ore, secondo la testata, sono stati lanciati più di una decina di droni contro le città di Erbil e Sulaymaniyah, nella regione. Altri due droni erano stati lanciati ieri sera verso la località di Koya e altri ancora contro Erbil ma erano stati tutti intercettati. Secondo la testata curda, dall’inizio della guerra di Usa e Israele all’Iran, la regione autonoma irachena è stata attaccata da 352 tra droni e missili, di cui 290 lanciati contro la zona Erbil; 55 contro quella di Sulaymaniyah; 5 contro la provincia di Duhok; e 2 contro Halabja, provocando in totale 8 morti e 45 feriti.
Ore 9,53 – Iran, media israeliani: “Raid dell’Idf contro il ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib” – Il ministro dell’Intelligence dell’Iran, Esmaeil Khatib, è stato preso di mira nella notte da un raid aereo di Israele. La notizia, divulgata per la prima volta nelle scorse ore dal canale saudita con sede a Londra Iran International, è stata confermata dall’emittente israeliana Channel 12. L’Iran non ha ancora confermato né smentito. L’attacco, secondo Iran International, è “andato a buon fine”, intendendo che il ministro sarebbe rimasto ucciso nel raid, mentre secondo l’emittente israeliana Channel 12, Tel Aviv ne starebbe ancora valutando l’esito.
Ore 9,47 – L’Iran accusa Usa e Israele: “Bombardato un tribunale, uccisi civili” – Un tribunale è stato bombardato questa mattina dagli Stati Uniti e da Israele nel sud dell’Iran, provocando un imprecisato numero di vittime e feriti tra i dipendenti e la popolazione civile. L’accusa arriva direttamente dall’agenzia di stampa iraniana Mizan, organo di propaganda del sistema giuridico della Repubblica islamica, secondo cui un raid aereo ha colpito questa mattina il Centro giudiziario di Larestan, nella regione meridionale di Fars. “Diversi dipendenti e cittadini sono rimasti uccisi o feriti”, accusa Mizan. “Il numero esatto dei morti e dei feriti non è noto”. Gli attacchi non sono stati finora confermati né dal Comando Centrale delle Forze armate Usa (Centcom) né dalle Forze di Difesa di Israele (Idf).
Ore 9,34 – Libano, Israele ammette: “Colpita per errore una base Unifil il 6 marzo” – Le forze armate israeliane (Idf) hanno ammesso la propria responsabilità in un bombardamento di artiglieria condotto il 6 marzo scorso contro una base dell’Unifil nel sud del Libano, che aveva provocato diversi feriti tra i caschi blu ghanesi. L’ammissione è contenuta in una nota diramata dall’Idf all’agenzia di stampa britannica Reuters, secondo cui un carro armato israeliano aveva risposto al fuoco di alcuni missili anticarro lanciati dal gruppo sciita Hezbollah, che avevano ferito in modo lieve due soldati di Tel Aviv. “Un’indagine approfondita conclusa nei giorni scorsi ha stabilito che l’incendio che ha colpito il personale dell’Unifil è stato appiccato per errore dalle truppe dell’Idf, che avevano erroneamente identificato le truppe dell’Unifil come la fonte del fuoco anticarro avvenuto pochi istanti prima”, si legge nel comunicato. “Le Idf si rammaricano per l’accaduto e hanno espresso le proprie scuse, attraverso i canali appropriati, al Ghana e alle Nazioni Unite. I risultati delle indagini sono stati diffusi all’interno delle Idf per prevenire il ripetersi di episodi simili”. La missione di pace delle Nazioni Unite è schierata nel Libano meridionale per monitorare le ostilità lungo la linea di demarcazione con Israele, un’area tornata al centro degli scontri tra le truppe di Tel Aviv e i miliziani di Hezbollah, nel quadro della guerra degli Usa e dello Stato ebraico all’Iran. La missione, che si concluderà alla fine del 2026, è stata spesso nel mirino sia di Israele che di Hezbollah negli ultimi due anni, ma con l’avvicinarsi dell’invasione terrestre israeliana in Libano, i rischi potrebbero aumentare per i caschi blu, il cui contingente più numeroso proviene dall’Italia.
Ore 9,25 – Libano: Hezbollah lancia 40 razzi e 5 droni contro Israele, nessun ferito – Il gruppo armato sciita libanese Hezbollah ha lanciato nella notte una quarantina tra razzi a corto raggio e missili e cinque droni contro il nord di Israele, senza provocare vittime. Lo riferiscono le forze armate israeliane (Idf) in una nota diramata sui social, secondo cui la maggior parte dei razzi e tutti droni sono stati intercettati o sono precipitati in aree all’aperto, mentre un missile ha colpito un’abitazione nella città settentrionale di Karmiel, causando danni ma senza provocare né vittime né feriti. Per tutta risposta l’Aeronautica militare israeliana ha bombardato le batterie lanciarazzi, le squadre di lancio e i centri di comando di Hezbollah in Libano.
Ore 9,09 – Iran: 11 morti nei raid congiunti di Usa e Israele in Lorestan – Almeno 11 persone sono rimaste uccise in due raid aerei congiunti condotti questa mattina dalle forze armate degli Stati Uniti e di Israele nella provincia del Lorestan, nell’ovest dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina al Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, secondo cui un primo attacco ha colpito un’area rurale nella regione di Chegeni, dove sono morte 4 persone, e un secondo la città di Dorud, provocando 7 vittime e 56 feriti. Gli attacchi non sono stati finora confermati né dal Comando Centrale delle Forze armate Usa (Centcom) né dalle Forze di Difesa di Israele (Idf).
Ore 8,41 – Libano: 10 morti e 24 feriti nei raid israeliani. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 villaggi – Le forze armate di Israele (Idf) hanno bombardato nella notte diversi obiettivi in Libano, provocando almeno 10 morti e 24 feriti, e hanno ordinato l’evacuazione di quattro località nel sud del Paese dei Cedri, invitando la popolazione ad abbandonare le proprie case e a spostarsi a nord del fiume Zahrani, a circa 40 km a nord del confine. La notizia dei bombardamenti è stata confermata da una nota di aggiornamento del ministero della Salute di Beirut, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui tra le zone colpite figurano i quartieri di Zokak el-Blat e Basta nella capitale Beirut, dove sono morte 6 persone e altre 24 sono state ferite, e la città di Sohmor, nella Beqaa occidentale, dove sono rimaste uccise 4 persone. Un altro avvertimento urgente, diramato sui social dal portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano Avichay Adraee, è stato invece rivolto agli abitanti dei villaggi libanesi di Khirbet Selm, Beit Yahoun, Sarafand e Deir Qanoun en-Nahr, nel sud del Paese, esortati a spostarsi oltre il fiume Zahrani. Ordini simili già diramati dall’Idf riguardano ormai, secondo i calcoli del Consiglio norvegese per i rifugiati, oltre 1.470 km quadrati pari a circa il 14% del territorio libanese, e hanno provocato almeno 900mila sfollati.
Ore 8,13 – Emirati Arabi: attacco iraniano colpisce una base dell’Australia, nessun ferito – Alcune strutture militari dell’Australia sono state danneggiate da un “piccolo incendio” provocato da un attacco proveniente dall’Iran che ha colpito oggi una base aerea negli Emirati Arabi Uniti, che non ha causato feriti. L’annuncio arriva direttamente dal premier australiano Anthony Albanese, che in una conferenza stampa ha confermato i “danni lievi” causati dall’attacco ad alcuni edifici, tra cui strutture mediche e alloggi dei militari dell’Australia presso la base aerea di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti. “Questa mattina un proiettile iraniano ha colpito nei pressi della base Al Minhad che l’Australia ha negli Emirati Arabi Uniti”, ha dichiarato Albanese alla stampa. “Nessun membro del personale australiano è rimasto ferito e al momento tutti sono assolutamente al sicuro”, ha aggiunto. “Un blocco di alloggi e una struttura medica hanno subito danni lievi a causa di un piccolo incendio scoppiato in seguito all’impatto del proiettile su una strada di accesso alla base”. L’Australia ha inviato missili, un aereo da ricognizione e truppe nella regione per aiutare gli Emirati Arabi Uniti e altre nazioni del Golfo nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Teheran, ha accusato il premier australiano, ha compiuto “attacchi indiscriminati in tutto il Golfo”: “È importante riconoscere che il regime iraniano continua a perpetrare attacchi indiscriminati in tutta la regione”, ha dichiarato Albanese.
Ore 8,08 – Iran, il ministro degli Esteri Araghchi: “Dopo la guerra servirà un nuovo protocollo per Hormuz” – Dopo la fine della guerra contro Israele e gli Usa, l’Iran intende “sviluppare un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz che garantisca il passaggio sicuro in determinate condizioni”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, in un’intervista concessa all’emittente qatariota al-Jazeera, in cui il capo della diplomazia di Teheran ha assicurato: “Non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta”. “Vogliamo una fine completa e definitiva della guerra su tutti i fronti: in Libano, Yemen, Iraq, Iran e negli altri Paesi della regione”, ha precisato Araghchi.
Ore 7,12 – Iran: Israele bombarda Teheran. La Repubblica islamica risponde a suon di missili – L’Aeronautica militare israeliana ha bombardato diversi quartier generali militari a Teheran, in Iran, durante una serie di attacchi in risposta ai bombardamenti missilistici che nella notte hanno provocato due vittime in Israele, raid a cui la Repubblica islamica ha risposto con una nuova salva di missili. Lo riferiscono le forze armate dello Stato (Idf) in due note separate diramate sui social, secondo cui tra gli obiettivi colpiti a Teheran figuravano il quartier generale di un’unità di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, “responsabile della repressione delle proteste”; un centro di manutenzione delle forze di sicurezza interne; e un quartier generale delle forze missilistiche iraniane. Durante gli attacchi in Iran, secondo l’Idf, sono stati colpiti anche diversi sistemi di difesa aerea iraniani “per ampliare la superiorità aerea dell’aeronautica militare sui cieli iraniani”. Teheran ha risposto invece lanciando nuovi missili contro lo Stato ebraico. Secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, l’attacco non ha però provocato feriti né vittime.