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    Impiccagioni di massa in Siria, Damasco respinge la denuncia di Amnesty

    Il ministero della Giustizia liquida le accuse come totalmente false e parte di una campagna infamante contro il governo siriano

    Di TPI
    Pubblicato il 8 Feb. 2017 alle 11:46 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:54

    Il ministero della Giustizia siriano ha respinto le accuse di Amnesty International che aveva denunciato il regime di Damasco per aver impiccato 13mila detenuti presso la prigione militare di Saydnaya, tra il 2011 e il 2015. Secondo il comunicato diffuso dal ministero mercoledì 8 febbraio 2017, il documento prodotto dal gruppo per la difesa dei diritti umani è completamente falso e parte di una campagna volta a infamare il governo siriano.

    Damasco ritiene che i media vogliano infangare la sua reputazione sulla scena mondiale, specialmente dopo le vittorie militari del governo nei confronti dei gruppi terroristi, che per il regime di Assad sono tutti i gruppi dell’opposizione armata. Inoltre, sostiene che le accuse sono false e che la pena di morte viene inflitta solo dopo un equo e giusto processo. Secondo Amnesty, tuttavia, le persone impiccate erano per lo più civili condannati dopo pochi minuti di fronte a una corte militare.

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