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    Guerra Israele-Hamas, il 74% delle fake news sul conflitto sono state pubblicate da account “verificati”: il report di NewsGuard

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 20 Ott. 2023 alle 10:00

    Israele-Hamas, il 74% delle fake news sulla guerra pubblicate da account verificati

    Il 74% delle più popolari fake news sulla guerra tra Israele e Hamas sono state diffuse su X (ex Twitter) da account “verificati”, ovvero da utenti con la spunta blu: è quanto scoperto da NewsGuard, il sistema che analizza la credibilità e la trasparenza dei siti d’informazione, che la settimana scorsa ha lanciato il Centro di monitoraggio della misinformazione, una pagina che documenta le principali narrazioni false emerse sulla guerra e include informazioni su dove tali affermazioni sono emerse, sulle modalità con cui si stanno diffondendo e sul livello di engagement online che stanno ricevendo.

    Nel marzo 2023, infatti, il proprietario di X, Elon Musk, ha modificato il sistema di verifica della piattaforma, consentendo agli utenti di pagare 8 dollari al mese per ottenere la spunta blu sul proprio profilo e per far sì che ai loro post venga accordata priorità di visualizzazione da parte dell’algoritmo del social.

    Questo ha permesso ai “professionisti” della disinformazione di condividere qualsiasi notizia senza alcun controllo o verifica, come accaduto per l’appunto in occasione della guerra tra Israele e Hamas.

    NewsGuard ha analizzato 250 post in lingua inglese con maggiore engagement (like, risposte e repost), che diffondevano notizie false sul conflitto. 186 di questi 250 post, ovvero il 74%, sono stati condivisi da account X verificati.

    Di seguito, le 10 affermazioni false o non comprovate identificate da NewsGuard e condivise da questi account:

    Complessivamente, i post che diffondono queste narrazioni false hanno ricevuto 1.349.979 interazioni e sono stati visti in totale più di cento milioni di volte in una sola settimana.

    Musk ha spesso rivendicato il rafforzamento della funzione di fact-checking in crowdsourcing di X, le cosiddette “Note della comunità”. Tuttavia, NewsGuard ha rilevato che solo 79 dei 250 post contenenti misinformazione sulla guerra erano stati segnalati dalla piattaforma con una Nota della comunità. Ciò significa che solo nel 32% dei casi circa sono apparse note di fact-checking su alcuni dei post di misinformazione più popolari e pericolosi apparsi sulla piattaforma.

    Come sottolinea NewsGuard, sono state trovate narrazioni false o non comprovate sulla guerra anche su altre piattaforme, come Facebook, Instagram, TikTok e Telegram. Tuttavia, si è scelto di concentrarsi su X perché quest’ultima sembra essere l’unica piattaforma che ha reso pubblica la decisione di ridurre i suoi sforzi di moderazione dei contenuti.

    NewsGuard, in particolare, ha identificato sette account che hanno diffuso almeno due delle narrazioni false più condivise sulla guerra: tutti avevano la spunta blu ed erano quindi account “verificati”.

    L’utente verificato @Sprinter99800, un account anonimo con più di 361.000 follower, ad esempio, ha condiviso cinque diverse bufale sulla guerra, tra cui l’affermazione secondo cui un video, in realtà fuori contesto, mostrerebbe degli alti funzionari israeliani catturati da Hamas e la narrazione secondo la quale la CNN avrebbe inscenato un finto servizio su un attacco missilistico in cui sarebbe stata coinvolta una delle sue troupe giornalistiche. Nel complesso, i post di @Sprinter99800 sono stati visualizzati quasi tre milioni di volte.

    Il post, che conteneva una Nota della comunità in cui si affermava (correttamente) che l’audio del video allegato era stato manipolato, ha ottenuto più di 8.100 interazioni e 550.000 visualizzazioni al 14 ottobre.

    Prima della guerra tra Israele e Hamas, questo account aveva promosso altre affermazioni false identificate da NewsGuard, tra cui quella secondo la quale la guardia di sicurezza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe scatenato una rissa tra ubriachi a New York e la bufala secondo cui il ministro della Difesa ucraino avrebbe chiesto al Canada di mobilitare 30.000 canadesi per combattere la Russia.

    Ma non è l’unico caso, purtroppo. Un’altra utente di X verificata, Laura Loomer, ex giornalista di Project Veritas e poi candidata repubblicana (mai eletta) al Congresso in Florida nel 2020 e nel 2022, ha infatti condiviso tre bufale legate alla guerra, tra cui quella secondo cui gli Stati Uniti avrebbero inviato 8 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele. Il suo post del 7 ottobre, che conteneva questa affermazione falsa, è stato visualizzato 360.000 volte al 14 ottobre.

    Il fatto che X faccia affidamento al fact-checking in crowdsourcing attraverso le cosiddette Note della comunità, invece che a fact-checker professionisti o ad altri progetti di giornalismo indipendente, è diventato un tratto distintivo da quando Musk è il proprietario di X sottolinea NewsGuard.

    Tuttavia, nella prima settimana della guerra tra Israele e Hamas, NewsGuard ha rilevato che questi fact-checking sono stati applicati in modo incoerente alle principali narrazioni false relative al conflitto. Nel 68% dei casi, infatti, queste note non comparivano su post contenenti informazioni errate, già ampiamente smentite.

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