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    Global compact rifugiati: Onu approva, e anche l’Italia vota a favore. Meloni contesta: “Chi ha deciso il sì dell’Italia?”

    Credit: DELIL SOULEIMAN / AFP

    L'accordo sui rifugiati ha attirato minore attenzione di quello sui migranti, con diversi Paesi che hanno deciso di non firmarlo o di attendere, come l'Italia, un voto del parlamento. Il Global compact sui migranti sarà sottoposto domani al voto dell'Assemblea generale

    Di Clarissa Valia
    Pubblicato il 18 Dic. 2018 alle 19:40 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:27

    Pochi giorni dopo l’adozione a Marrakech, in Marocco, del contestato Global Compact sull’immigrazione a cui l’Italia ha scelto di non aderire, il 18 dicembre l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato un altro provvedimento sul tema, il Global compact on refugees. E questa volta anche l’Italia ha votato a favore.

    Il testo è stato approvato a larga maggioranza, 181 sì, 2 no e 3 astenuti. Si tratta di un quadro globale non vincolante che fornisce un sostegno ai Paesi dove risiedono la maggior parte degli oltre 25 milioni di rifugiati al mondo.

    I due voti contrari all’approvazione del Global Compact on refugees sono stati Stati Uniti e Ungheria. Il provvedimento rafforza la responsabilità condivisa per aiutare coloro che sono costretti a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti o persecuzioni.

    Filippo Grandi, l’Alto Commissario Onu per i rifugiati , ha commentato il risultato sul Global Compact on Refugees “storico”. “È il più grande sforzo per condividere in modo ampio le responsabilità dei rifugiati di cui sono stato testimone in 34 anni di lavoro con i profughi. Nessun paese dovrebbe essere lasciato da solo di fronte a massicci arrivi di rifugiati”, ha dichiarato Grandi.

    “Le crisi dei rifugiati richiedono una condivisione globale delle responsabilità, e il patto è una potente espressione di come possiamo lavorare insieme nel frammentato mondo di oggi”.

    Il Global compact rifugiati, ha aggiunto, “traduce l’idea della condivisione delle responsabilità in misure pratiche e concrete, per garantire che i rifugiati non siano tenuti in ostaggio dai capricci della politica”. inoltre il provvedimento “fornisce il riconoscimento, atteso da tempo, che i Paesi che ospitano un gran numero di rifugiati offrono un enorme servizio a tutta l’umanità, stabilendo in che modo il resto del mondo può contribuire a condividere il peso di questa responsabilità”.

    Se vero che il voto sul Global compact rifugiati dell’Italia è stato favorevole, non si può dire lo stesso della posizione italiana espressa sul Global compact for migration. L’adozione di quest’ultimo è avvenuta a Marrakech, in Marocco, il 10 e l’11 dicembre dove capi di Stato e di governo si sono riuniti per riaffermare – di fatto per firmare – la Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti.

    L’Italia al Global compact sull’immigrazione ha scelto di non aderire, e ha ritenuto che il Parlamento italiano fosse una sede più idonea per discutere quell’accordo quadro, che in ogni caso non è vincolante.

    Il 19 dicembre 2018 ci sarà la prima occasione di dibattito alla Camera sul tema. In quell’occasione l’Aula dovrebbe discutere le mozioni che chiedono al governo una posizione netta sull’accordo Onu.

    CasaPound ha organizzato una manifestazione a Montecitorio e Simone Di Stefano, il segretario nazionale, ha dichiarato: “Nel silenzio generale, oggi e domani si discute e si vota il Global Compact. Siamo sotto al Parlamento per mettere un po’ di pressione ai politici che incrociamo, perché si sappia che questa cosa non passerà sotto silenzio. E domani saremo ancora qui con una manifestazione autorizzata dalle 12 in poi. Non perdoneremo chi si piega alla dittatura globalista”.

    Di Stefano ha aggiunto: “Ci aspettiamo che Salvini chiarisca in maniera definitiva, tombale, a Di Maio che se vota il Global Compact insieme al Pd il governo finisce lì. D’altra parte, sono tanti, tantissimi gli elettori della Lega che chiedono chiarezza, così come anche i 5 Stelle, visto che rivendicano sempre di essere contro i poteri forti e oggi invece ricevono ordini dall’Onu”.

    Fratelli d’Italia invece ha commentato il voto favorevole dell’Italia sul Global Compact sui rifugiati. Giorgia Meloni su Facebook ha scritto: “Apprendo che le Nazioni Unite hanno approvato il Global Compact sui rifugiati, preludio di quello sui migranti. Apprendo anche che il governo italiano ha votato a favore. Scusate, ma chi e dove ha deciso il voto italiano?”.

    Il deputato di Leu Erasmo Palazzotto ha invece commentato: “Bene il voto favorevole dell’Italia sul Global compact sui rifugiati approvato con il voto contrario dei campioni del populismo Trump e Orban. Un ulteriore passo in avanti per creare una cornice per la gestione dell’accoglienza dei rifugiati. Ora dopo l’Onu il Parlamento italiano approvi le mozioni, tra cui quella di Leu, che chiede al governo di firmare il Global compact for migration”.

    E ha aggiunto: “La gestione dei rifugiati richiede una condivisione globale delle responsabilità in un momento come quello attuale in cui è urgente affrontare migrazioni che hanno raggiunto cifre record: oltre 68 milioni di persone sono state costrette a fuggire in tutto il mondo, e tra questi oltre 25 milioni sono diventati rifugiati. Chi è contro all’approvazione di questi importanti patti tra Stati come Salvini, Orban o Trump non è interessato a risolvere il fenomeno anzi, vuole solo alimentare paure, rancore e il Global compact for migration è semplicemente un’arma propagandistica”

    Contraria invece la posizione di Forza Italia. “Il Global Compact – ha dichiarato il senatore forzista Maurizio Gasparri – non solo non va firmato ma va contrastato e buttato in un cestino. Con buona pace dei suoi grandi sponsor che parlano, interferendo sulla gestione delle politiche dell’immigrazione e della sicurezza. L’Onu auspica movimenti ancora più forti di clandestini nel pianeta. Contrastare questo documento è un dovere e il Parlamento italiano deve fare una scelta chiara e forte”.

    Giuseppe Brescia (Movimento 5 Stelle), presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, ha commentato: “È una buona notizia il sì dell’Italia”. Nei giorni scorsi Brescia ha inviato a tutti i deputati la traduzione italiana del testo del Global Compact sulla Migrazione.

    “Finalmente il nostro Paese non rimarrà isolato nel rispondere a un fenomeno globale e altri Stati condivideranno con noi la responsabilità di aiutare chi scappa da guerre e persecuzioni. Hanno votato insieme a noi 180 Paesi, più di quanti erano a Marrakech per aderire al Global Compact sulla Migrazione. Un bel segnale, tutti dalla parte giusta”, ha dichiarato Brescia.

    Come il Global Compact sui migranti, firmato a Marrakech, il documento approvato dall’Assemblea Generale non è legalmente vincolante. L’accordo sui rifugiati ha attirato minore attenzione di quello sui migranti, con diversi Paesi che hanno deciso di non firmarlo o di attendere, come l’Italia, un voto del parlamento. Il Global compact sui migranti sarà sottoposto al voto dell’Assemblea generale il 19 dicembre 2018.

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