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    Gli stadi abbandonati di Atene 2004

    A dieci anni dalle Olimpiadi in Grecia, le strutture cadono a pezzi inutilizzate

    Di Michele D'Alessio
    Pubblicato il 18 Ago. 2014 alle 18:26 Aggiornato il 4 Nov. 2019 alle 19:41

    Era il 29 agosto 2004. Il corridore italiano Stefano Baldini entrava trionfante nello stadio Panathinaiko di Atene per correre gli ultimi metri che lo avrebbero portato alla medaglia d’oro nella maratona, la regina delle specialità olimpiche.

    Quello stadio, suggestivo come pochi altri impianti al mondo, dopo dieci anni cade a pezzi come la maggior parte delle strutture costruite per i giochi di Atene 2004.

    La Grecia spese complessivamente la cifra astronomica di circa 11 miliardi di euro (quasi il doppio dell’ipotesi iniziale) per edificare gli impianti, tutti di alto livello e dotati della massima efficienza.

    Come quelli per il canottaggio che però, dopo le Olimpiadi, non sono stati più toccati. A dimostrazione dello spreco che secondo le testimonianze raccolte sarebbe alla radice della crisi economica che ha colpito la Grecia negli anni successivi.

    Dopo dieci anni, il villaggio olimpico è desolatamente vuoto e le aree per il softball, il beach volley e il kayak sono ricoperte da erbacce. Le piscine nello swimming center sono state prosciugate e i tabelloni luminosi dei punteggi sono ormai spenti da tempo.

    Tuttavia, gli organizzatori affermano che ci sono state anche conseguenze positive dopo i Giochi, come dimostrano l’Olympic Broadcasting Center (struttura dove lavoravano i giornalisti di tutto il mondo), oggi importante centro commerciale per Atene, e lo stadio del Badminton, diventato un teatro.

    Dal punto di vista economico, c’è chi ridimensiona anche le accuse di spreco, in particolare quelle che parlano di Atene 2004 come origine della crisi. “Le Olimpiadi ci sono costate 8,5 miliardi di euro e il debito della Grecia era di 360 miliardi. Non è quindi possibile attribuire ai giochi l’inizio della crisi”, ha dichiarato Spyros Kapralos, presidente del Comitato Olimpico greco.

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