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    Giappone, un impiegato è stato multato per aver iniziato la pausa pranzo 3 minuti prima

    I dirigenti si sono scusati in diretta tv

    I dirigenti del dipartimento si sono scusati pubblicamente con i cittadini di Kobe per il comportamento tenuto dal loro impiegato in diretta tv

    Di Futura D'Aprile
    Pubblicato il 22 Giu. 2018 alle 12:29 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:14

    Un impiegato giapponese è stato multato perché era solito iniziare la pausa pranzo 3 minuti prima rispetto al dovuto per comprarsi il pranzo.

    L’uomo, 64 anni, che lavora nell’ufficio del settore acquedotti della città di Kobe, in Giappone, avrebbe tenuto questo comportamento 26 volte in 7 mesi.

    I direttori dell’ufficio hanno indetto una conferenza stampa in diretta tv per condannare la condotta dell’impiegato, definendola “profondamente deplorevole” e inchinandosi di fronte agli spettatori per chiedere scusa per quanto accaduto nel loro ufficio.

    Il video della diretta tv:

    “La pausa pranzo inizia alle 12 e termina all’una. Lui ha lasciato la sua postazione in anticipo”, ha dichiarato un portavoce del dipartimento.

    L’impiegato ha violato le leggi per il servizio pubblico che richiede ai dipendenti di “concentrarsi sul proprio lavoro”, secondo quanto riferito dal dipartimento.

    I media locali hanno riportato l’incidente poco dopo l’approvazione di una legge che cerca di risolvere i problemi legati agli eccessivi orari di lavoro imposti ai lavoratori in Giappone.

    Il mese scorso infatti, la Camera bassa del parlamento ha approvato una legge che impone un tetto massimo di 100 ore di lavoro al mese in risposta all’aumento del numero di impiegati morti a causa del katoshi, la morte per l’eccesso di lavoro.

    Il governo ha fatto pressioni per l’approvazione della riforma dopo che in Giappone si erano svolte delle proteste in seguito alla morte di Matsuri Takahashi, un impiegato di 24 anni dell’azienda pubblicitaria Dentsu.

    Il ragazzo si era suicidato nel 2015 dopo essere stato costretto a svolgere più di 100 ore di straordinari in un mese, dovendo lavorare anche nei fine settimana.

    Dopo la morte di Takahashi in molti hanno chiesto al governo di intervenire per cambiare la cultura vigente nell’ambito di lavoro in Giappone che costringe spesso gli impiegati a lavorare di più per dimostrare la loro dedizione.

    Nel suo primo Libro bianco sui katoshi pubblicato nel 2016, il governo aveva reso noto che 1 impiegato su 5 è a rischio di morte per eccesso di lavoro.

    Gli utenti dei social media si sono schierati in difesa del funzionario di Kobe, e un utente di Twitter che ha sottolineato che, in media, aveva lasciato la sua scrivania in anticipo solo una volta alla settimana.

    Altri si sono chiesti se le stesse regole sono applicate anche a chi lascia la propria scrivania per andare al bagno o per fumare.

    “Perché non parliamo dei politici che dormono in Parlamento? Dovrebbero essere tutti licenziati, allora”, ha commentato un altro utente sui social.

    Il comportamento illecito del funzionario è stato scoperto dopo che un collega, guardando fuori dalla finestra del suo ufficio, ha visto l’impiegato mentre camminava verso un ristorante nei pressi del dipartimento che vende cibo da asporto all’ora di pranzo.

    Il collega ha poi calcolato quanto tempo l’impiegato ha impiegato per andare a comprare il pranzo e tornare e ha deciso di assegnargli la metà della paga giornaliera, secondo quanto riferito dall’agenzia Sora News 24.

    L’impiegato si è giustificato dicendo di aver lasciato il suo posto per comprare il pranzo perché aveva bisogno di “un cambio di ritmo”.

    Di recente la città di Kobe ha sospeso anche un altro impiegato per un mese per un comportamento simile, dato che si era assentato più di 55 ore in un periodo di 6 mesi.

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