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    La Germania invoca sanzioni sulla Russia per crimini di guerra in Siria

    Norbert Roettgen, membro del partito della cancelliera Merkel Cdu, ha dichiarato che l'Europa deve essere più decisa e prentoria nella sua condanna agli atti russi

    Di TPI
    Pubblicato il 7 Ott. 2016 alle 10:20 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:12

    Un funzionario tedesco ha chiesto venerdì 7 ottobre 2016 nuove sanzioni contro la Russia per il suo ruolo nei bombardamenti sulla Siria, dichiarando che il coinvolgimento di Mosca in quelli che si configurano come crimini di guerra non può rimanere impunito.

    Le forze aree siriane e russe hanno intensificato la campagna di raid sulla città di Aleppo e colpito ripetutamente infrastrutture e centri medici, ma sia Damasco che Mosca negano di aver mai bombardato gli ospedali e insistono che i loro obiettivi sono unicamente i miliziani ribelli.

    Norbert Roettgen, membro dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), il partito della cancelliera Angela Merkel, e presidente del Comitato per gli affari esteri del Bundestag (il parlamento federale tedesco) ha dichiarato al quotidiano Sueddeutsche Zeitung che le responsabilità della Russia sono innegabili.

    “La mancanza di conseguenze e sanzioni per crimini di guerra molto gravi sarebbe uno scandalo”, ha detto Roettgen, precisando che misure militari sarebbero invece fuori luogo.

    Ma in Europa c’è chi sostiene che imporre ulteriori sanzioni economiche alla Russia potrebbe essere estremamente complicato, riporta Reuters.

    Un portavoce del ministero degli Esteri tedesco aveva informato i giornalisti mercoledì 5 ottobre, poco prima del vertice tra principali paesi occidentali sul conflitto siriano, che non c’erano sul tavolo proposte per imporre sanzioni alla Russia per il suo ruolo in Siria.

    Roettgen ha anche criticato l’Europa per non aver condannato con decisione il coinvolgimento russo nel paese mediorientale: “Il minimo che l’Europa dovrebbe fare è utilizzare un linguaggio chiaro e chiamare crimini di guerra i crimini di guerra”.

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