Nei giorni scorsi, il fotoreporter indipendente John Abernathy è stato bloccato a terra da alcuni agenti dell’Ice durante una protesta a Minneapolis. L’uomo, prima di essere fermato, ha lanciato la sua macchinetta fotografica verso un collega, Pierre Lavie, nella speranza che gli scatti realizzati si potessero salvare. Secondo il fotoreporter, infatti, le immagini della protesta “meritavano di essere viste”. Secondo quanto riferito alla Cnn dal Dipartimento della Sicurezza Interna, John Abernathy è stato arrestato per aver ostacolato il traffico pedonale e veicolare su proprietà federale. “All’improvviso sono stato colpito da dietro senza preavviso e mi sono ritrovato a faccia in giù a terra” ha raccontato il fotoreporter, immobilizzato dagli agenti federali che gli hanno anche spruzzato lo spray al peperoncino sul viso.
“Non appena mi hanno colpito, ero completamente indifeso. Un dolore fortissimo. Mi bruciavano gli occhi, mi bruciava il viso ed era quasi il mio ultimo respiro – ha raccontato Abernathy – Poi mi hanno tirato fuori le braccia, mi hanno ammanettato e mi hanno sollevato. Penso che sia una violazione piuttosto chiara e orrenda dei miei diritti civili, e non avevano motivo di farlo”. Abernathy ha poi ringraziato il collega Lavie per lo scatto che “rappresenta molto più di me. È una foto della lotta contro qualcosa che il mondo intero sta guardando”.