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    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | News | Ultime Notizie | CdA | Presidente | Storia | Ad

    Credit: Marco Bertorello / AFP

    Tutto quello che c'è da sapere sul gruppo automobilistico italo-statunitense

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 6 Dic. 2018 alle 12:13 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:44

    Fiat Chrysler Automobiles | FCA | News | Ultime Notizie | CdA Cariche | Ad | Storia

    FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES (FCA) – Fiat Chrysler Automobiles (FCA) è uno dei più moti marchi di autoveicoli al mondo. Del gruppo fanno parte le seguenti compagnie: FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar e SRT.

    I dati più recenti attestano come FCA sia l’ottavo gruppo al mondo per numero di autoveicoli venduti.

    FCA è quotata all’indice FTSE MIB di Milano e al NYSE di New York.

    Il gruppo è nato il 12 ottobre 2014 dalla fusione tra Fiat S.p.a. e Chrysler Group. Già dal gennaio dello stesso anno erano state avviate le operazioni per l’acquisizione della quote di Chrysler Group da parte di Fiat.

    Il fatturato dell’azienda, nel 2017, è stato di 110,9 miliardi di euro, l’utile netto di 3,5 miliardi. La sede legale della compagnia è ad Amsterdam, quella fiscale è a Londra.

    FCA conta al momento circa 235mila dipendenti. Il presidente del gruppo è John Elkann, l’amministratore delegato è Mike Manley.

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | Storia e origini

    La storia del gruppo Fiat ha le sue origini nel 1889, quando a Torino viene fondata la Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino per iniziativa, tra gli altri, di Giovanni Agnelli.

    Dopo alcuni mesi il nome cambia in Fabbrica Italiana Automobili Torino, da cui la sigla Fiat.

    Il primo stabilimento della compagnia viene aperto nel 1900, mentre la quotazione in borsa risale al 1903.

    Il primo modello prodotto è la Fiat 3 ½ HP, un’autovettura che si contraddistingueva, tra le altre cose, per l’assenza della retromarcia.

    Nei primi decenni del Novecento Fiat inizia a diversificare la sua produzione, e ad occuparsi anche di motori per aerei, tram, autobus e autocarri.

    Nel 1908 viene fondato il primo stabilimento negli Stati Uniti, a Poughkeepsie, mentre lo stabilimento del Lingotto, la cui costruzione inizia nel 1916, entra in funzione negli anni ’20.

    Lo stabilimento di Mirafiori, a Torino, viene inaugurato nel 1939.

    Negli anni ’50 vengono lanciati alcuni importanti modelli, tra cui la 600 e la 500. Nel 1964 viene presentata la 850, e poco dopo la 124 e la 128.

    Nel 1966 assume la presidenza Gianni Agnelli, che terrà la carica per 20 anni.

    Negli anni ’70 Fiat apre il primo stabilimento in Unione Sovietica, mentre tra i modelli prodotti spicca la 127.

    Gli anni ’80 sono quello del boom, anche grazie all’arrivo sul mercato della Panda, della Uno e della Tipo, tre modelli di grandissimo successo che diverranno presto iconici.

    Negli anni ’90 vengono messe in commercio la Fiat Cinquecento e la Fiat Seicento. Finisce sotto il cappello di Fiat anche il marchio sportivo Maserati. Il numero di dipendenti aumenta progressivamente in questi anni, fino a toccare quota 221mila nel 1999.

    Nel 1996 diventa presidente del gruppo Cesare Romiti, che succede a Gianni Agnelli.

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | Gli Anni 2000

    Nel 2003 ad assumere la presidenza del gruppo è Umberto Agnelli, a cui succede l’anno seguente Luca Cordero di Montezemolo. Il 2004 è anche l’anno in cui Sergio Marchionne diventa amministratore delegato.

    È un periodo difficile per il gruppo Fiat, e per far fronte alla crisi dell’azienda Marchionne, tra le altre cose, avvia il progetto che porterà nel 2014 alla fusione con Chrysler nel 2014.

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | La figura di Sergio Marchionne

    Il 25 luglio 2018 Sergio Marchionne, in seguito alle complicazioni dovute a un intervento chirurgico alla spalla, è morto in Svizzera.

    L’ex ad era ricoverato dal 28 giugno 2018 nel reparto di terapia intensiva della clinica “Universitätsspital” di Zurigo, in Svizzera.

    Quando Marchionne ha preso il timone della Fiat era il 2004, l’azienda automobilistica italiana perdeva più di due milioni di euro al giorno, i conti rimanevano a galla solo grazie al prestito convertendo concesso da una cordata di banche e Marchionne, in giacca e cravatta, si presentava alla stampa al Cento storico Fiat di Torino insieme al presidente Luca di Montezemolo e all’allora ventottenne vice presidente John Elkann.

    Marchionne ha esordito al Lingotto con una promessa: “Fiat ce la farà; il concetto di squadra è la base su cui creerò la nuova organizzazione; prometto che lavorerò duro, senza polemiche e interessi politici”, che con il tempo ha dimostrato di saperla mantenere.

    Da quel giorno Marchionne ha messo la firma su 14 bilanci del gruppo automobilistico generando in tutto oltre 15 miliardi di utili, ha incassato oltre 430 milioni tra stock option varie e ha chiuso solo due esercizi in rosso, nel 2004 e nel 2009.

    Nel dicembre 2008 Marchionne dichiarava che il settore automobilistico si stava sempre più globalizzando e che per resistere alla competizione sarebbe stato necessario crescere di stazza, tanto più, spiegò, che solo quei gruppi che riusciranno a fabbricare 6 milioni di automobili l’anno saranno in grado di resistere nel futuro.

    Quelle dichiarazioni erano un segnale del colpo che il manager aveva in canna: il 20 gennaio 2009 la Fiat annunciò un accordo con l’amministrazione statunitense per entrare nel capitale di Chrysler.

    Il sesto gruppo automobilistico del mondo nasce il 10 giugno 2009 e l’annuncio lo fa il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in persona: il Lingotto, secondo l’accordo, acquista il 20 per cento delle azioni Chrysler diventando di fatto la holding controllante di tutto il gruppo statunitense.

    Il primo gennaio 2014 Fiat Group completa l’acquisizione di Chrysler acquisendo il rimanente 41,5 per cento dal Fondo Veba (di proprietà del sindacato metalmeccanico Uaw) salendo al 100 per cento, accordandosi per un esborso di 3,65 miliardi di dollari.

    Nel maggio del 2014 Marchionne presenta il primo piano industriale (al 2018) di Fca (Fiat Chrysler Automobiles N.V.), mentre il primo agosto di quell’anno si svolge la storica assemblea straordinaria dei soci che approva la fusione di Fiat con Chrysler e con essa il battesimo ufficiale di Fca. Si chiudono così i 115 anni della Fiat con la sede legale a Torino che viene trasferita in Olanda.

    Il 6 ottobre arriva invece il via libera di Wall Street alla quotazione del titolo Fca, con il debutto alle contrattazioni fissato per il 13 ottobre, lo stesso giorno in cui le nuove azioni del gruppo vengono trattate anche a Piazza Affari con il nuovo nome che sostituisce quello Fiat dopo 111 anni di storia.

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | Azionariato

    I principali azionisti di Fca sono: Exor N.V. (30,06%), Baillie Gifford & Co. (2,64%), Vanguard International Growth Fund (2,26%), Norges Bank (2,1%).

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | Il nuovo (e attuale) CdA

    Il consiglio di amministrazione di FCA è così composto: i membri esecutivi sono John Elkann (presidente) e Michael Manley (amministratore delegato). Quelli non esecutivi sono: Ronald L. Thompson, Andrea Agnelli, Tiberto Brandolini d’Adda, Glenn Earle, Valerie A. Mars, Ruth J. Simmons, Patience Wheatcroft, Stephen Wolf ed Ermenegildo Zegna.

    Fiat Chrysler Automobiles (FCA) | Amministratore delegato

    Il 21 luglio 2018, Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha nominato come nuovo amministratore delegato Mike Manley, che ha preso il posto di Sergio Marchionne.

    Manley è nato a Edenbridge, nel Regno Unito, nel 1964. La scelta è ricaduta su di lui anche e soprattutto in virtù dei grandi risultati ottenuti come responsabile del marchio Jeep, le cui vendite dal 2009 sono cresciute del 163 per cento.

    Manley si è laureato in ingegneria nel 1985 alla Southbank University di Londra, per poi perfezionare gli studi conseguendo un MBA presso l’Ashridge Business School. Ha iniziato a lavorare nel settore dell’auto presso la Swan National Motors di Aberdeen, all’epoca importatore britannico dei marchi Peugeot e Talbot.

    Nel 2000 è entrato a far parte di Daimler Chrysler come Direttore per lo Sviluppo della Rete nella filiale del Regno Unito. Nel dicembre del 2008 è stato nominato vice-presidente esecutivo per le vendite internazionali.

    In questa posizione, è stato responsabile della pianificazione del prodotto e di tutte le attività di vendita al di fuori del Nord America.

    La vera e propria svolta professionale, per Manley, è arrivata però nel 2009, quando è stato scelto come presidente ed amministratore delegato del marchio Jeep, controllato dal gruppo Chrysler.

    Dal 2011, Manley è anche membro del Group Executive Council (Gec), un organismo decisionale di Fca che affianca il consiglio di amministrazione.

    Dal 2015, Manley ricopre anche la carica di capo di Ram Trucks, il marchio FCA per pick-up e veicoli commerciali, leggeri e pesanti, istituito nel 2009 come divisione di Chrysler Group.

    Lo scorso giugno, intervenendo a un evento di Fiat Chrysler, Manley aveva dichiarato: “Consolideremo il marchio per resistere alla concorrenza. Nei prossimi cinque anni entreremo in tre nuovi segmenti: quello dei piccoli uv (utility vehicles), dei pick up e dei grandi suv”, specificando che l’obiettivo della compagnia, in questi comparti, è quello di vendere un milione di veicoli entro il 2022.

    Sotto la sua direzione, il marchio Jeep ha ottenuto risultati straordinari, anche grazie a intuizioni come il lancio del modello Renegade.

    L’ingresso di Manley, nel 2011, nel Group Executive Council di FCA, ha rappresentato un primo step verso la nomina ad amministratore delegato.

    Dopo la morte di Marchionne, gli altri nomi trapelati per il ruolo di ad erano stati quelli di Alfredo Altavilla (responsabile Emea del gruppo), Richard Palmer (direttore finanziario di Fca) e Pietro Gorlier (amministratore delegato di Magneti Marelli).

    Mike Manley è considerato un uomo dal carattere decisionista, esigente, talvolta spigoloso ma sempre rispettoso dei propri dipendenti.

    Da luglio del 2018 sta affrontando la sfida più affascinante e difficile della sua carriera: non far rimpiangere Sergio Marchionne come ad di Fiat Chrysler e, se possibile, fare addirittura meglio del manager italo-canadese.

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