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    Elezioni in Macedonia del Nord, per eleggere il nuovo presidente si andrà al ballottaggio

    Il candidato governativo Stevo Pendarovski durante le elezioni in Macedonia del Nord (Credits: Robert Atanasovski/Afp)
    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 22 Apr. 2019 alle 11:06 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:44

    Servirà il ballottaggio per scoprire il nome del prossimo presidente della Macedonia del Nord. Nelle elezioni di domenica 21 aprile 2019, infatti, nessuno dei tre candidati ha ottenuto il 50 per cento più uno dei consensi necessari per vincere al primo turno.

    Così, il prossimo 5 maggio ci sarà una nuova tornata elettorale. Circa un milione e 800mila cittadini macedoni dovranno scegliere tra i due migliori del primo turno: il candidato governativo Stevo Pendarovski e la sua rivale dell’opposizione conservatrice Gordana Siljanovska-Davkova.

    I due hanno ricevuto una quantità di voti pressoché identica: Pendarosvki ha raccolto il 42,72 per cento delle preferenze, mentre Siljanovska-Davkova il 42,58 per cento.

    Molto staccato il loro avversario, l’esponente della minoranza albanese Blerim Reka, fermo al 10,35 per cento dei voti.

    Pendarovski è appoggiato dalla coalizione governativa fra i socialdemocratici e il partito albanese Dui. Una sua vittoria rappresenterebbe la prima elezione di un presidente grazie all’appoggio in contemporanea di un partito macedone e di uno della minoranza albanese.

    Siljanovska-Davkova, invece, è appoggiata dal partito conservatore Vmro-Dpmne. In campagna elettorale, ha preso una posizione netta contro l’accordo sul cambio del nome del paese.

    Elezioni Macedonia del Nord | L’affluenza

    Nonostante si trattasse di una tornata elettorale storica, visto che si è trattato delle prime elezioni dopo l‘entrata in vigore dell’accordo con la Grecia sul cambio del nome del paese, l’affluenza è stata molto bassa.

    Secondo i dati ufficiali, infatti, solo il 41,92 per cento degli aventi diritto si sono recati alle urne. Alle ultime elezioni presidenziali, quelle del 2014, l’affluenza si era attestata al 48,86 per cento.

    Le operazioni di voto – monitorate da osservatori dell’Osce e di organizzazioni locali – si sono svolte in modo sostanzialmente regolare e non si sono registrati incidenti.

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