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    Commettere adulterio dopo il divorzio

    Nei casi di adulterio, i tribunali indiani tendono ad attribuire tutte le colpe alle donne e le privano del diritto al mantenimento da parte dell'ex coniuge

    Di Sabika Shah Povia
    Pubblicato il 8 Set. 2015 alle 13:14 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:23

    “Se una donna sposata si trova da sola in una stanza con un uomo che non è suo marito, è ovvio che non stanno recitando canti biblici”.

    Questa è solo una delle motivazioni utilizzate dall’Alta corte di Delhi per confermare l’accusa di adulterio nei confronti di una donna in India, secondo quanto ha raccontato l’avvocato divorzista Prabhjit Jauhar alla Bbc.

    È difficile attribuire colpe in un caso di adulterio. Tuttavia, in una società ancora conservatrice e prettamente patriarcale come quella indiana, dove lo stupro coniugale non è considerato illegale, accade fin troppo spesso che le difficoltà svaniscano quando l’accusa è rivolta a una donna.

    Spesso i processi si basano su prove circostanziali e determinano la colpevolezza della donna in base a pregiudizi sociali, e non alle prove effettive presentate in tribunale.

    A volte una donna è accusata di adulterio perché parla al telefono con un uomo per troppo tempo. Altre volte perché rientra a casa tardi dopo lavoro. L’accusa di per sé è già abbastanza grave per una donna indiana, ma nel caso si volesse poi passare al divorzio, le preoccupazioni aumenterebbero.

    Secondo la legge indiana, quando una moglie risulta colpevole di adulterio perde il diritto a ottenere gli alimenti dal marito dopo il divorzio. In un caso di divorzio senza adulterio, l’uomo deve invece pagare gli alimenti finché l’ex moglie non si risposa.

    C’è chi concorda con il fatto che una donna non debba essere mantenuta dall’ex marito se è stata con un altro uomo prima dell’interruzione del contratto matrimoniale, e c’è anche chi sostiene che non debba esserlo mai.

    “L’uomo non deve prendersi cura di me. Detesto questo stereotipo e la legge che lo rafforza. Sì, milioni di donne hanno bisogno di protezione, ma io non la accetterei mai,” twitta la giornalista indiana Barkha Dutt, esprimendo un pensiero condiviso da molte attiviste che combattono per la parità di genere nel Paese.

    Tuttavia, le donne appartenenti alle classi sociali più povere e conservatrici, che spesso non hanno un lavoro o hanno figli a carico, hanno bisogno di ricevere gli alimenti in caso di divorzio. Per questo devono stare attente a non farsi sospettare di tradimento: se un giudice dovesse confermare l’accusa di adulterio, per legge non sarebbero intitolate a ricevere un centesimo. 

    In un recente caso di divorzio presentato all’Alta corte del Madras, il dibattito sulla questione degli alimenti ha raggiunto un nuovo apice quando il giudice Nagamuthu ha decretato che una donna perderebbe il diritto agli alimenti nel caso in cui, anche dopo il divorzio, dovesse avere rapporti sessuali con un uomo diverso dall’ex-marito. 

    “Il giudice ha detto che la donna può chiedere gli alimenti all’uomo con cui sta commettendo ‘l’adulterio’ dopo il divorzio. Come si può collegare il diritto agli alimenti al sesso? Il tribunale sta forse dicendo che dovremmo prendere soldi da qualsiasi uomo con cui andiamo a letto? Queste sono ovviamente opinioni patriarcali e sessiste,ha detto alla Bbc l’attivista per i diritti delle donne Kavita Krishnan, che reputa inaccettabile la sentenza. 

    La scelta del termine “adulterio” in riferimento al sesso dopo il divorzio mostra la chiusura di alcune parti della società indiana, dove il sesso extraconiugale è ancora un tabù e quello casuale non è proprio concepito.

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