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    Cina, Xi Jinping annuncia: “Realizzeremo la riunificazione con Taiwan”

    Di Antonio Scali
    Pubblicato il 9 Ott. 2021 alle 10:33

    Una questione “interna alla Cina” che “non ammette interferenze esterne”. Xi Jinping tira dritto e annuncia che la Cina realizzerà la riunificazione con Taiwan, e chiunque cerchi di dividere il Paese “non farà una bella fine”. Si tratta del nuovo duro monito del presidente cinese sulla questione dell’isola. Xi ha parlato in occasione delle celebrazioni per i 110 anni dalla Rivoluzione del 1911.

    “Il secessionismo di Taiwan è il più grande ostacolo alla riunificazione nazionale, una seria minaccia al ringiovanimento nazionale. Chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine”, ha aggiunto Xi, assicurando con toni perentori che “la riunificazione completa del nostro Paese ci sarà e potrà essere realizzata”.

    La soluzione di Taiwan, spiega Xi, “è determinata dalla tendenza generale della storia cinese, ma, cosa più importante, è la volontà comune di tutto il popolo cinese. La riunificazione nazionale con mezzi pacifici serve al meglio gli interessi della nazione cinese nel suo insieme, compresi i connazionali di Taiwan. I compatrioti su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan dovrebbero stare dalla parte giusta della storia e unire le mani per ottenere la completa riunificazione della Cina e il ringiovanimento della nazione cinese”, è il monito del presidente. “Nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione, la volontà e la capacità del popolo cinese nel salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale”, ha messo in guardia Xi.

    Non si è fatta attendere la risposta di Taipei. In una nota, il Consiglio per le Relazioni con la Cina ha sottolineato che i 23 milioni di abitanti dell’isola hanno il diritto di decidere il futuro e lo sviluppo di Taiwan e ha respinto le proposte politiche “errate” provenienti da Pechino, che propone il modello “un Paese, due sistemi”. Citando la presidente Tsai Ing-wen, il Consiglio ha invitato Pechino ad abbandonare le “misure provocatorie e di intrusione” e a riconsiderare “con mentalità più aperta” i temi di pace, reciprocità, democrazia e dialogo. “Solo allora”, ha concluso la nota, “ci potrà essere uno sviluppo sano delle relazioni nello Stretto”.

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