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    Alcune bugie che circolano su Donald Trump

    Credit: Reuters

    I detrattori del presidente degli Stati Uniti, insieme a critiche legittime e basate su fatti, contribuiscono anche a diffondere falsità e notizie riportate in maniera tendenziosa

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 13 Lug. 2017 alle 15:26 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:45

    Il New York Times, in un articolo del giugno 2017, ha catalogato tutte le bugie dette dal presidente degli Stati Uniti. Il quotidiano statunitense sottolineava che nei primi quaranta giorni alla Casa bianca Trump ha mentito almeno una volta ogni 24 ore. Ma quali sono invece le bugie sul presidente diffuse dai suoi detrattori?

    Una, pubblicata dal sito californiano Satira Tribune, sosteneva che il presidente degli Stati Uniti avesse tagliato i fondi alla linea telefonica di assistenza contro il suicidio per i veterani delle forze armate perché non voleva che i soldati statunitensi apparissero deboli. La notizia non era altro che satira come suggeriva il nome stesso della fonte ma fu condivisa comunque come una notizia.

    In linea di massima, la maggior parte delle menzogne raccontate sul presidente degli Stati Uniti lo accusano di mettere in imbarazzo il proprio paese e di assumere comportamenti autoritari.

    Alcune di queste affermazioni sono false, altre semplicemente tendenziose. Non tutte sono state costruite ad hoc per danneggiare il presidente, ma vengono condivise sui social network a causa di posizioni prevenute nei confronti di Trump.

    In linea generale, queste falsità sono riconducibili ad atteggiamenti allarmistici, all’ignoranza del contesto in cui è stata scattata una foto o è stata rilasciata una dichiarazione, alla selezione pregiudizievole dei commenti del presidente o semplicemente a un approccio complottista.

    Dopo il G7 tenutosi a Taormina, Trump è stato criticato perché, in una foto condivisa su Twitter dal presidente francese Emmanuel Macron, era l’unico leader a non prendere appunti. Trump fu dipinto come una persona impreparata e incapace di districarsi nelle logiche dei summit internazionali.

    La critica – in quel caso – era scorretta. Non solo altre immagini e video della riunione mostravano che anche Trump aveva preso appunti, ma nella stessa foto condivisa da Macron si vedono altri due leader internazionali, Angela Merkel e Theresa May, sedute al tavolo senza appunti.

    Un’altra bufala basata sull’interpretazione tendenziosa di una fotografia, ha riguardato l’incontro con Papa Francesco. In una foto il pontefice sembrava effettivamente corrucciato ma altre mostravano chiaramente come l’incontro si fosse svolto all’insegna della cordialità.

    Il secondo filone di falsità sul presidente degli Stati Uniti è quello che ritrae Trump come una sorta di dittatore, un politico che oltrepassa i limiti dei suoi poteri costituzionali.

    Credit: Snopes

    “Trump sostiene che gli americani non hanno nessun diritto di protestare contro di lui. TIRANNIA”, si può leggere in un titolo di Learn progress, un sito-web della sinistra statunitense. 

    La notizia riportava la cacciata di tre contestatori da una manifestazione politica organizzata a favore del candidato repubblicano nel marzo 2016. I tre, più tardi, denunciarono sia gli organizzatori sia Trump, sostenendo che avesse incitato i presenti alla violenza. 

    Gli avvocati del presidente presentarono una mozione in cui sostenevano che i contestatori non avrebbero dovuto interrompere una manifestazione politica perché questo avrebbe leso i diritti dei partecipanti alla propria libertà di espressione.

    Questa obiezione legale è chiaramente molto più specifica e argomentata rispetto a come è presentata nel titolo dell’articolo.

    Le dichiarazioni di Donald Trump – soprattutto quelle affidate ai social network – sono istintive e poco misurate. Bisogna però riconoscere che i detrattori del presidente, insieme alle critiche legitime, circostanziate e basate su fatti, contribuiscono anche a diffondere falsità e notizie riportate in maniera tendenziosa.

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