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    Negli Stati Uniti si è tenuto il primo torneo legale di boxe a mani nude

    La Bareknuckle boxing (letteralmente "boxe a nocche nude") è un particolare stile di combattimento da cui deriva la boxe tradizionale. Ad assistere dal vivo a questo sanguinoso evento c'erano 2mila persone più molte altre che hanno visto il torneo in televisione

    Di Gianluigi Spinaci
    Pubblicato il 4 Giu. 2018 alle 16:20 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:04

    Il 2 giugno 2018, a Cheyenne, la captale dello Wyoming, negli Stati Uniti, si è tenuta la prima riedizione di un torneo di boxe a mani nude.

    La “Bareknuckle boxing” (letteralmente “boxe a nocche nude”) è un particolare stile di combattimento da cui deriva la boxe tradizionale.

    Gli incontri vengono disputati senza l’ausilio dei guantoni, sostituiti da semplici fasciature su mani e polsi.

    Questa disciplina non differisce molto dalla così detta lotta da strada (streetfight) se non per alcune regole, come ad esempio il divieto nella boxe a mani nude di colpire un avversario al tappeto.

    Quello che si è tenuto al Cheyenne Ice and Events Center è stato presentato come il primo evento di boxe a mani nude legale nella storia degli Stati Uniti e ha visto la partecipazione sugli spalti di una folla di circa 2mila spettatori e molti altri che hanno assistito agli incontri in televisione.

    L’organizzazione dell’evento è stata accompagnata da un forte coro di polemiche per l’eccessiva violenza degli incontri.

    Il fondatore dei campionati di combattimento di Bare Knuckle, David Feldman, ha raccontato che sono giunte anche delle minacce telefoniche.

    “Un tizio ha detto: ‘Ti darò il benvenuto in Wyoming con una pallottola in testa’. Ma è solo un mucchio di spazzatura che è arrivato sulla nostra strada”, ha detto.

    “So che molte persone parlano e basta, cercando di spaventarmi, e io non volevo prenderlo sul serio, ma non sai mai cosa può accadere”.

    Per questo ha ingaggiato un cane da guardia addestrato a rilevare la presenza di eventuali esplosivi e così l’evento si è svolto senza intoppi.

    Il programma si è articolato in 10 incontri che hanno visto sfidarsi sul ring combattenti di arti marziali miste, pugili e kickboxer, tutti professionisti.

    Agli incontri hanno partecipato anche delle atlete donne: la combattente australiana Bec Rawlings e la pugile statunitense Alma Garcia.

    Sette dei 10 combattimenti sono stati decisi da knockout o knockout tecnico, mentre solo tre incontri sono proseguiti oltre il terzo round, in quella che è stata senza dubbio una vera notte di sangue.

    Bryan Pedersen, presidente della Wyoming Combat Sports Commission, ha risposto ai critici che ritengono che la boxe a mani nude sia uno sport “da barbari”.

    Pedersen ha fatto notare che nei combattenti a mani nude si possono usare solo i pugni, mentre, ad esempio, nel kickboxing si può colpire l’avversario alla testa con i gomiti, le ginocchia e gli stinchi.

    “Alla luce di tutto ciò si può solo dire: ‘Questo (la boxe a mani nude) è uno sport più sicuro di quelli già consentiti'”.

    In ogni caso, a presidiare agli incontri, c’erano due medici in prima fila e due ambulanze parcheggiate all’ingresso dello stadio.

    “Non tutti ci volevano qui, ma ora che siamo qui ci stanno dando il benvenuto”, ha detto Feldman prima del combattimento.

    “Stiamo ricevendo un’enorme risposta in tutto il mondo. È semplicemente incredibile”.

    Ecco alcune foto degli incontri di Bare Knuckle svoltisi al Cheyenne Ice and Events Center (ATTENZIONE IMMAGINI FORTI):

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