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    Dalle guerre in Iran e Ucraina, alla tregua a Gaza fino all’IA, Donald Trump interviene all’Assemblea dell’Onu: “Io agisco, gli altri parlano”

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

    Al Palazzo di Vetro il presidente degli Stati Uniti rilancia rivendica la propria linea di politica estera, ricordando il cessate il fuoco a Gaza, promettendo la fine del conflitto tra Mosca e Kiev, ribadendo la minaccia di distruggere il regime di Teheran e chiedendo ai Paesi membri della Corte penale internazionale, come l'Italia, di ritirarsi dall'organismo

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 22 Set. 2026 alle 18:01

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo oggi all’81esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ha difeso la sua gestione della guerra scatenata il 28 febbraio scorso contro l’Iran, ribadendo la minaccia di distruggere il regime di Teheran; ha ricordato il cessate il fuoco a Gaza; ha promesso la fine del conflitto in Ucraina e ha chiesto ai Paesi membri della Corte penale internazionale, come l’Italia, di ritirarsi dall’organismo, sottolineando infine l’importanza geopolitica di vincere la corsa all’intelligenza artificiale.
    Di fronte a una platea piuttosto fredda, dove il silenzio è stato rotto solo da qualche timido applauso alla promessa di un Iran senza bomba nucleare, Trump si è rivolto ai presenti con toni elettorali in vista delle elezioni di metà mandato previste il 3 novembre, quasi fosse a un comizio di partito.
    Ha vantato la crescita dell’occupazione, il calo della povertà, i tagli agli oneri fiscali e burocratici, i record di Wall Street, la discesa del prezzo del greggio, la maggior sicurezza dei confini e la riduzione dei reati violenti negli Usa, assicurando che la linea tenuta dalla sua amministrazione in merito alla guerra all’Iran prescinderà dalle urne.
    Intanto, al suo fianco il capo dello staff della Casa bianca, Susie Wiles, annuiva alle parole pronunciate dal presidente accanto al segretario al Tesoro, Scott Bessent, mentre Trump si vantava di aver fermato “otto guerre” con la minaccia dei dazi.

    Il nodo iraniano
    Durante il suo discorso, Trump ha voluto rivendicare i sette mesi di guerra contro l’Iran. “In qualità di presidente della nazione più straordinaria della storia, non ho alcun interesse a lasciare che i pericoli crescano per un altro giorno”, ha esordito. “Non credo nel lasciare che i problemi marciscano; diventano solo più difficili da risolvere. Mentre gli altri parlavano, io ho agito”, ha aggiunto, prima di accusare la Repubblica islamica di essere il “principale sponsor del terrorismo” nel mondo.
    L’Iran, ha proseguito, aveva creato “una vasta riserva di missili e droni che minacciava la sicurezza di ogni militare americano e di chiunque altro nella regione”, sviluppando vettori in grado di colpire anche l’Europa. “Hanno anche creato un missile in grado di colpire l’Europa, ed erano molto orgogliosi di questo. Spero che gli europei se ne siano resi conto”, ha continuato. “L’obiettivo dell’Iran era completare la sua folle corsa verso una bomba nucleare da dietro questo scudo missilistico balistico convenzionale. Se avessero avuto successo, quel regime malvagio sarebbe stato libero di diffondere terrore e morte per sempre, sapendo che qualsiasi tentativo di fermarlo avrebbe affrontato un arsenale di annientamento nucleare”.
    Tutto questo, secondo il presidente degli Stati Uniti, è finito. “Erano il bullo del Medio Oriente, ma ora non lo sono più”, ha scandito, ringraziando quindi il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per aver condannato gli attacchi iraniani alle navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Ma il lavoro, secondo Trump, non è ancora finito. “Ora dobbiamo essere ugualmente uniti nel mantenere la pressione”, ha precisato, annunciando di essere in procinto di prendere una “grande decisione” in merito a Teheran. “Verrà concluso un accordo con l’Iran che permetta loro di ricostruire e rendere il Paese molto più grande di quanto sia mai stato prima, forse uno dei più grandi del Medio Oriente o persino del mondo? Oppure annienterò la Repubblica Islamica e lo farò rapidamente, senza dare loro mai più la possibilità di uccidere e distruggere altre persone e Paesi? Li porterò all’inferno senza alcuna possibilità di sopravvivenza e senza speranza di grandezza futura o per le generazioni a venire?”, ha detto l’inquilino della Casa bianca, prevedendo un’intesa dopo il voto e affermando che gli iraniani stanno attendendo di “vedere come andranno le elezioni di metà mandato”. “Quello che non capiscono è che io non mi sto candidando”, ha sottolineato Trump, ricordando che a prescindere dal risultato lui resterà alla Casa bianca altri due anni.

    Da Gaza all’Ucraina fino a Cuba
    Quindi il presidente degli Stati Uniti ha ringraziato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il sostegno unanime al “piano di pace in 20 punti per Gaza” e “per aver approvato ufficialmente il Board of Peace”, un organismo a cui aderiscono una trentina di Paesi, che Trump presiede a vita, con diritto di veto e che nelle sue intenzioni avrebbe potuto sostituire l’Onu.
    Intanto, ha chiesto a tutti i Paesi membri della Corte penale internazionale, come l’Italia, di ritirarsi da quest’organismo. “Non permetteremo mai che i militari statunitensi o chiunque altro vengano indagati o sottoposti a processi farsa da un tribunale anti-americano che non ha giurisdizione su di noi”, ha dichiarato Trump, definendo la Corte Penale Internazionale “un gruppo di persone malvagie”, senza fare riferimenti ai mandati di cattura spiccati contro il presidente russo Vladimir Putin e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Invito tutte le nazioni membri della Corte penale internazionale a dimettersi ufficialmente e immediatamente da questa istituzione canaglia”, ha affermato.
    Sull’Ucraina poi l’inquilino della Casa bianca ha rivendicato le trattative in corso con Mosca e Kiev. “Faremo più rapidamente di quanto la gente comprenda”, ha assicurato, affermando che le parti in conflitto “ne hanno abbastanza” e che la pace è vicina. Anche in questa crisi Trump, che più tardi incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, presente al suo discorso al Palazzo di Vetro, ha voluto rivendicare la propria azione. “Mentre gli altri parlavano, io ho agito. Mentre gli altri hanno parlato di pace, io ho fatto la pace. Mentre gli altri hanno ignorato le minacce, io le ho affrontate. Mentre gli altri hanno parlato di coraggio, l’America lo ha dimostrato. Mentre gli altri hanno promesso forza, l’ho usata per rendere l’America il Paese più potente del mondo”, ha sottolineato all’Assemblea dell’Onu, in netto contrasto con il discorso dello scorso anno quando disse agli alleati europei che i loro Paesi stavano “andando all’inferno”, chiedendosi quale fosse “lo scopo delle Nazioni Unite?”.
    Ma nel discorso di Trump c’è stato spazio anche per altri teatri di tensione. Promettendo di “usare la nostra imbattibile potenza militare per garantire gli interessi nazionali vitali degli Stati Uniti” nell’emisfero occidentale, dal Palazzo di Vetro Trump ha attaccato anche L’Avana. “La mia amministrazione sta anche cercando un cambiamento fondamentale nella situazione a Cuba, dove il regime comunista è sotto grande pressione, la pressione più grande a cui sia mai stato sottoposto, è uno Stato assolutamente fallito. Sta fallendo come mai prima d’ora, e cadrà”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, irritando la delegazione cubana, il cui ministro degli Esteri Bruno Rodríguez Parrilla ha abbandonato l’aula per protesta. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, ha aggiunto Trump, “è immerso nelle trattative con Cuba”. “Vediamo cosa succederà”, ha proseguito l’inquilino della Casa bianca.

    Cina, munizioni e IA
    Se contro Teheran e L’Avana ha affondato il colpo, Trump ha minimizzato le divergenze con la Cina, il principale competitor internazionale degli Stati Uniti, primo compratore di greggio russo e iraniano e a rischio dazi. In vista della visita di Xi Jinping prevista questo giovedì alla Casa bianca, il magnate repubblicano ha infatti ridimensionato le indiscrezioni pubblicate da Wall Street Journal, secondo cui Pechino avrebbe fornito a Teheran le mappe satellitari per attaccare una base statunitense in Giordania, provocando tre morti tra i soldati americani. “Penso che (Xi Jinping, ndr) si sia comportato ragionevolmente bene, e noi ci comportiamo ragionevolmente bene”, ha detto Trump.
    Sul piano militare ha poi smentito il presunto esaurimento delle scorte statunitensi. “Non è vero”, ha ribadito. “Abbiamo più munizioni di quante ne potremmo mai usare”, ha aggiunto, annunciando nuovi impianti e aumenti delle riserve “a livelli che non abbiamo mai raggiunto prima” e “più velocemente di quanto siamo mai stati in grado di fare”, avendo già bollato sui social come “vigliacchi e traditori” chi sostiene il contrario. Una versione smentita da un rapporto ufficiale del Pentagono, secondo cui Washington avrebbe esaurito gran parte dei missili intercettori a disposizione prima del conflitto con l’Iran.
    Sull’IA infine, da lui ribattezzata “Super Intelligenza”, Trump ha bocciato le regole proposte da alcuni leader del settore, definendo i timori per le nuove tecnologie una “bufala” e una “cospirazione malata”, quando “il riscaldamento globale”.

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