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    Airbnb ha deciso di cancellare gli annunci delle case in affitto nei Territori occupati in Cisgiordania

    Credit: Getty Images

    La decisione è stata condannata da Israele e alcune associazioni ebraiche hanno invitato gli israeliani a boicottare l'azienda

    Di Futura D'Aprile
    Pubblicato il 20 Nov. 2018 alle 13:51 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:07

    La piattaforma di sharing economy Airbnb ha annunciato che rimuoverà gli annunci di stanze e case in affitto negli insediamenti israeliani che si trovano nei Territori occupati, dopo anni di pressioni da parte di gruppi palestinesi e dei diritti umani.

    In totale, saranno rimosse 200 inserzioni.

    “Abbiamo deciso di rimuovere le inserzioni negli insediamenti israeliani in Cisgiordania che sono al centro della disputa tra israeliani e palestinesi”, si legge in una dichiarazione ufficiale pubblicata sul sito di Airbnb.

    La società ha spiegato di aver deciso di applicare ai territori palestinesi della Cisgiordania lo stesso trattamento che riserva a tutti quei luoghi considerati occupati.

    “La legge statunitense consente ad aziende come Airbnb di fare affari in questi territori ma, allo stesso tempo, molti nella comunità internazionale hanno affermato che le aziende non dovrebbero fare affari qui (in Cisgiordania, ndr) perché credono che le imprese non dovrebbero trarre profitto dai territori da cui le persone sono state allontanate”.

    “Sappiamo che non tutti saranno d’accordo con questa decisione e apprezzeranno la loro opinione, ma si tratta di una questione controversa”.

    Il direttore di Human Rights Watch per Israele e i territori palestinesi, Omar Shakid, ha dichiarato che la decisione di Airbnb è stata una “mossa apprezzata. Anche altre aziende come Booking.com dovrebbero prendere esempio”.

    La reazione di Israele – Lo Stato ebraico ha definito “vergognosa” la decisione di Airbnb di ritirare gli annunci relativi alle abitazioni presenti negli insediamenti israeliani nei territori occupati.

    Il ministro del turismo ha dichiarato che le autorità israeliane hanno intenzione di sostenere le spese legali dei coloni che intendono fare causa all’azienda.

    Il Consiglio di Yesha, che rappresenta i coloni israeliani, ha accusato Airbnb di essere diventato “un sito politico” e ha detto che la decisione è stata frutto “dell’antisemitismo o della resa al terrorismo, o di entrambi”.

    Il Simon Wiesenthal Center, un’organizzazione ebraica per i diritti umani con sede negli Stati Uniti, ha invitato le comunità ebraiche di tutto il mondo a boicottare Airbnb.

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