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    In Italia quasi 9 milioni di contribuenti non versano un euro di Irpef

    Foto Unsplash

    Il 35% dei dichiaranti paga il 95% dell'imposta: l'analisi del Centro Studi Itinerari Previdenziali

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 24 Set. 2026 alle 18:09 Aggiornato il 24 Set. 2026 alle 18:10

    In Italia ci sono 8,7 milioni di contribuenti che non versano neanche un euro di Irpef. Non significa che siano evasori: sono le regole del Fisco a renderlo possibile, tra detrazioni, agevolazioni e altri meccanismi che portano il dovuto a zero. Il totale dei dichiaranti è 42,8 milioni ma sono solo 34,1 milioni coloro che effettivamente pagano l’imposta. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle dichiarazioni dei redditi ai fini Irpef realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali sulla base dei dati del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate.

    I dati si riferiscono alle dichiarazioni rese nel 2025, con riferimento all’anno di imposta 2024. Dall’analisi dei numeri il Centro Studi ricava l’immagina di “un Paese assimilabile più a quelli in via di sviluppo che non a un membro effettivo del G7 o G8, soprattutto se si considerano il tenore di vita, il reddito pro-capite, i consumi e la ricchezza complessiva”.

    Nel nostro Paese ci sono 27,8 milioni di contribuenti che dichiarano meno di 20mila euro l’anno (di questi, 1,1 milioni dichiarano entrate pari a zero). In totale queste persone, che rappresentano il 65% dei dichiaranti, versano 10,8 miliardi di euro, pari al 5% del gettito Irpef. Ne consegue che il restante 35% dei dichiaranti sostiene il peso del 95% dell’imposta.

    Gli italiani che dichiarano tra i 20mila e i 29mila euro l’anno sono 9,7 milioni e versano complessivamente 35,3 miliardi di euro. Nella fascia 29mila-35mila euro si contano 4,8 milioni di contribuenti, per un gettito complessivo pari a 29,5 miliardi.

    Solo il 18,5% dei dichiaranti (meno di 8 milioni di persone) dichiara più di 35mila euro lordi l’anno: queste persone contribuiscono però al 65% del gettito Irpef. Nel dettaglio, nella fascia 35mila-55mila euro si contano 5,3 milioni di contribuenti che versano 52,6 miliardi di euro; nella fascia 55mila-100mila euro si registrano 1,9 milioni di paganti per un importo complessivo pari a 39,7 miliardi; nella fascia 100-200mila euro i dichiaranti sono 597mila e contribuiscono per 26,2 miliardi; gli italiani che dichiarano un guadagno di oltre i 200mila euro l’anno sono invece 148mila e pagano in totale 21,8 miliardi di euro.

    Il Centro studi osserva che, confrontando i dati del 2024 con quelli del 2008, si nota una “traslazione dai redditi più bassi a quelli più elevati”: ciò, sottolineano gli autori, sembra “in evidente dissonanza con le statistiche Istat che segnalano l’impoverimento della popolazione italiana e l’aumento della povertà relativa e assoluta“.

    I numeri dicono che nel giro di 17 anni i redditi dichiarati dagli italiani sono aumentati di 270 miliardi di euro con un ritmo di crescita medio del 2% annuo (di poco superiore all’inflazione). Nello stesso arco temporale, tuttavia, la spesa pubblica è aumentata di 319 miliardi di euro e quella destinata all’assistenza è cresciuta a un tasso medio del 5% annuo.

    Secondo Itinerari Previdenziali, in Italia “la spesa assistenziale dipende sempre meno dalle reali necessità del Paese e sempre più dalla incapacità della politica e delle parti sociali di trovare soluzioni pro-sviluppo. “Certo – aggiungono gli autori dello studio – anche la necessità dei partiti di conquistare sempre più consensi a scapito dell’interesse nazionale gioca un ruolo importante. E così la nostra classe politica prosegue nella ‘grande redistribuzione’ senza alcuna verifica sull’efficacia di questa enorme spesa assistenziale”.

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