Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Economia
  • Home » Economia

    Sono queste le città più care d’Italia: la classifica del Codacons

    Le città italiane più care: quali sono - Tpi.it

    La classifica, stilata dal Codacons, sulle città italiane più costose.

    Di Redazione T
    Pubblicato il 3 Feb. 2026 alle 14:00 Aggiornato il 3 Feb. 2026 alle 14:51

    Il costo della vita non pesa allo stesso modo in ogni angolo del Paese. Lo si percepisce viaggiando, lo si intuisce confrontando scontrini e tariffe, ma a volte serve uno studio ufficiale per trasformare le sensazioni in numeri.

    L’ultimo rapporto del Codacons, basato sui dati dell’Osservatorio Prezzi del Mimit, mette ordine in questa geografia delle spese quotidiane e conferma un primato che molti sospettavano da tempo: Milano è la città più cara del Paese. Non solo per gli affitti o per la ristorazione, ma per l’intero paniere di beni e servizi che compongono la vita di tutti i giorni.

    La classifica: le città più care d’Italia

    Il dato che colpisce di più riguarda il costo complessivo di un paniere tipo, composto da prodotti alimentari, ortofrutticoli e servizi che fanno parte del nostro quotidiano come dentista, parrucchiere, tintoria o toelettatura del cane. A Milano questa spesa sfiora i 600 euro, un valore che supera del 62% quello registrato a Napoli, la città più economica della classifica. È una differenza che racconta due Italie lontane, non solo geograficamente ma anche economicamente, e che incide in modo diretto sulla qualità della vita dei cittadini.

    Subito dopo Milano, la città che pesa di più sulle tasche dei residenti è Aosta, con un paniere da 586 euro. Poco più sotto si colloca Bolzano, che raggiunge i 574 euro. Sono realtà diverse tra loro, ma accomunate da un costo della vita che continua a crescere e che riflette dinamiche territoriali complesse, tra redditi medi più alti, servizi più costosi e una domanda interna che non accenna a diminuire.

    All’estremo opposto della classifica si trovano Napoli, Palermo e Catanzaro. Nel capoluogo campano il paniere si ferma a 369 euro, mentre a Palermo sale a 408 e a Catanzaro a 424. Sono numeri che mostrano un’Italia meridionale più accessibile, almeno sul fronte dei consumi quotidiani, anche se questo non sempre si traduce in un maggiore potere d’acquisto, considerando i livelli medi di reddito. Tuttavia, per chi guarda solo ai prezzi, il Sud resta la zona più conveniente.

    La fotografia diventa ancora più interessante quando si analizzano i singoli settori. Limitandosi alla spesa alimentare, Catanzaro conquista il primato della convenienza: 165 euro per 28 prodotti. Subito dopo arrivano Napoli con 168 euro e Bari con 172. Bolzano, invece, si conferma la più cara, con 220 euro per lo stesso paniere. È un divario che racconta abitudini diverse, ma anche differenze strutturali nella distribuzione, nei costi logistici e nella capacità di spesa dei cittadini.

    La classifica delle città italiane più care – Tpi.it

    Il confronto tra città diventa quasi sorprendente quando si passa ai servizi. Mangiare un panino al bar, un gesto quotidiano e apparentemente banale, può costare 2,7 euro ad Ancona e più del doppio a Milano, dove il prezzo medio arriva a 5,7 euro. Il dentista, uno dei servizi più temuti per il portafoglio, raggiunge il record ad Aosta, con 176 euro per un’otturazione, mentre a Napoli la stessa prestazione costa 70 euro. È una forbice che incide profondamente sulle scelte delle famiglie e che spesso determina rinunce o ritardi nelle cure.

    Anche la cura della persona mostra differenze notevoli. Una piega dal parrucchiere costa meno di 13 euro a Napoli, ma a Bologna ne servono 23,5. Il cinema, altro termometro del tempo libero, varia dai 7,3 euro di Bari agli 11,2 di Genova. E persino un servizio semplice come la lavatura e stiratura di una camicia cambia radicalmente da città a città: Milano sorprende con un prezzo molto basso, 2,89 euro, mentre a Catanzaro e Ancona lo stesso servizio arriva a 5,3 euro.

    Il quadro che emerge dallo studio del Codacons è quello di un Paese attraversato da differenze profonde, dove vivere può costare il doppio a seconda della città in cui ci si trova. Non è solo una questione di Nord e Sud, ma di dinamiche locali, di mercati più o meno competitivi, di servizi più o meno accessibili. È una mappa che racconta l’Italia attraverso i suoi prezzi, mostrando come il costo della vita sia diventato uno dei fattori più determinanti nella scelta di dove vivere, lavorare o costruire il proprio futuro.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version