Non era mai successo prima nella storia ma questa mattina, lunedì 26 gennaio 2026, l’oro ha superato la quotazione di 5.000 dollari l’oncia (pari a circa 31,1 grammi) sui mercati internazionali.
Il nuovo record del metallo giallo, tradizionale bene rifugio in contesti di incertezze politiche, commerciali e valutarie, si inserisce nel quadro di due anni di costante incremento dei prezzi, sostenuto anche all’indebolimento del dollaro statunitense: se nel gennaio 2024 infatti il suo valore si attestava ancora intorno ai 2.000 dollari l’oncia, alle 3:27 della notte italiana ha raggiunto il picco massimo di 5.093,05 dollari, prima di attestarsi a 5.088,3 dollari all’apertura dei mercati in Europa.
Le minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro il governatore della Federal Reserve Jerome Powell e le tensioni con gli alleati del Vecchio continente sulla Groenlandia, gli sviluppi nelle guerre in Ucraina e a Gaza e le proteste in corso in Iran e in Minnesota hanno favorito l’ascesa dell’oro ma non solo.
Altri metalli preziosi infatti, trainati dal bene rifugio per eccellenza, ne hanno seguito l’impennata degli ultimi mesi, in primis l’argento, il cui valore è più che raddoppiato dall’ottobre scorso. Favorito anche da una maggiore domanda industriale di energia solare ed elettronica, alla fine della scorsa settimana il metallo bianco aveva superato per la prima volta nella storia la quotazione di 100 dollari statunitensi per oncia. Ma nella notte italiana, esattamente come l’oro, ha superato anche questo record, raggiungendo alle 3:49 del mattino i 109,45 dollari l’oncia, prima di scendere a 108,58 dollari all’apertura dei mercati in Europa.
L’oro supera il record storico dei 5.000 dollari l’oncia
Le tensioni internazionali e le minacce di Donald Trump spingono in alto anche le quotazioni dell'argento, che raggiunge il suo picco massimo oltre i 100 dollari l'oncia
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