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    Esclusivo TPI – Le clausole inedite del contratto con cui Tim ha svenduto la fibra al fondo Kkr

    Credit: REUTERS/Alessandro Bianchi/Files

    Pur di incassare 1,8 miliardi l'ex a.d. di Tim Gubitosi ha concesso al fondo Usa condizioni di assoluto vantaggio su FiberCop: ecco le clausole inedite dell’accordo sulla rete secondaria

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 16 Dic. 2021 alle 12:00 Aggiornato il 17 Dic. 2021 alle 11:48

    Pochi giorni fa il fondo Kkr ha fissato per i suoi due amministratori delegati, Joseph Bae e Scott Nuttall, un premio da record: un miliardo di dollari ciascuno. I due manager potranno intascare il ricco compenso bonus fra cinque anni se avranno fatto lievitare il valore del titolo Kkr a Wall Street dell’80 per cento. Tra le operazioni che Bae e Nuttall stanno provando a imbastire per raggiungere quell’obiettivo c’è la conquista dell’italiana Tim, per la quale – come noto – è pronta un’offerta da 11 miliardi di euro.

    Oggi Telecom non se la passa bene: sul bilancio pesano debiti per oltre 23 miliardi di euro e oltre 52mila dipendenti a livello globale. Se il fondo newyorkese vuole prendersela, però, non è certo per filantropia, ma perché pensa di poter realizzare larghi profitti, ad esempio attraverso il tanto discusso scorporo della rete. Gli americani, in realtà, sono già in affari con Tim. E il business si sta già rivelando molto vantaggioso, almeno per loro…
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