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    Nel silenzio generale Stellantis chiude la fabbrica di Grugliasco

    L'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, e il presidente John Elkann. Credit: Stellantis

    Addio a una delle storiche fabbriche torinesi. L'azienda garantisce che non ci saranno licenziamenti, ma i sindacati si spaccano. Dalla rubrica "Sabbiature", sul nuovo numero del nostro settimanale, in edicola dal 17 dicembre

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 17 Dic. 2021 alle 12:43 Aggiornato il 17 Dic. 2021 alle 12:43

    C’era una volta la Torino capitale dell’automobile, la città degli Agnelli e delle tute blu. E c’è oggi, invece, una Torino smarrita, in cerca di identità tra la grande crisi delle quattro ruote e un futuro che però non può essere solo turismo e servizi. L’italiana Fiat è diventata una multinazionale a guida francese, Stellantis. E per alcuni è arrivato il tempo di smobilitare. Sui giornali se n’è parlato poco o nulla, ma venerdì 17 dicembre 2021 passerà alla storia come l’ultimo giorno di vita della storica fabbrica torinese di Grugliasco. Inaugurata nel 1959 come Carrozzeria Bertone,  qui negli anni Sessanta si produceva la versione sportiva della mitica Prinz. E poi fu la volta della Fiat 850 Spider, della Volvo 780 e di molti altri modelli coupé, oltre ad alcune moto della Bmw. Nei primi anni Duemila la Bertone precipitò sull’orlo della bancarotta e lo stabilimento fu comprato dalla Fiat, che ne fece la fabbrica principale del marchio Maserati.

    Le cose, però, non sono andate come si sperava: Maserati costa molto e vende poco, troppo poco, sempre meno. Marchionne voleva trasformarlo: da marchio di lusso a marchio premium (per fare concorrenza a Mercedes e Bmw). Ma quel piano ha fatto flop: nel 2014 la fabbrica di Grugliasco produsse 36mila auto, nel 2019 era scesa a 10mila. Finché, adesso, Stellantis ha deciso che si chiude. La buona notizia, in questo triste declino, è che l’azienda ha garantito che nessuno sarà licenziato. Dopo l’ultimo turno del 17 dicembre, i circa mille operai riprenderanno a lavorare il 17 gennaio a Mirafiori, dove sarà trasferita anche la produzione delle Maserati Levante, Quattroporte, Ghibli e (a fine 2022) Granturismo e Gran Cabrio. Anche gli impiegati saranno spostati a Mirafiori. La lastratura resterà invece a Grugliasco fino al 2024. La chiusura della fabbrica ha spaccato i sindacati: Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno firmato l’accordo con Stellantis, rassicurati dalla promessa di zero esuberi, mentre la Fiom-Cgil ha detto no. «Senza nuovi investimenti – ha dichiarato il segretario torinese Edi Lazzi – non ci sono prospettive».
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