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    Ita, il manager Alfredo Altavilla: “Stipendio troppo basso, lede la mia storia”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 25 Mag. 2022 alle 09:46

    Il manager di Ita Alfredo Altavilla: “Stipendio troppo basso, lede la mia storia”

    Uno stipendio troppo basso che “lede la mia storia manageriale”: è quanto dichiarato dal presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla, che ha criticato il Consiglio d’amministrazione della compagnia aerea per i compensi elargiti, tra cui il suo, ritenuti troppo bassi.

    Altavilla, che riceve un compenso fisso di 400mila euro lordi annui fissi ai quali si possono aggiungere altrettanti 400mila euro annui variabili in base agli obiettivi raggiunti, si è scagliato contro gli stipendi decisi dal Comitato Remunerazioni e poi approvati dal cda e dal ministero dell’Economia, ritenendo non adeguati i compensi elargiti dall’azienda.

    Il manager di Ita, infatti, giudica la sua retribuzione “gravemente lesiva della sua storia manageriale, esperienza e competenza nonché in totale disallineamento con i risultati dell’azione sin qui espressi nella società”.

    Secondo Altavilla, il Comitato Remunerazioni avrebbe dovuto parlare con lui prima di decidere gli stipendi. L’assenza di dialogo è qualcosa che il manager non ha mai sperimentato “a nessuna latitudine pur avendo servito in consigli negli Stati Uniti, in Cina, India, Germania, Russia, Francia, Australia”.

    La politica di remunerazione, quindi, a suo dire “è illogica, paradossale, slegata dal corretto benchmark di settore pur essendosi il Comitato Remunerazioni avvalso di tre advisor a supporto”.

    Le parole di Altavilla, che hanno scatenato diverse polemiche, sono state commentate, tra gli altri, dall’esponente di Fdi Fabio Rampelli che ha dichiarato: “Ha ragione a lamentarsi per la scarsa retribuzione ricevuta, visto l’enorme lavoro svolto in favore della Lufthansa. Se avesse operato in questi mesi per il risanamento di Alitalia, per la salvaguardia del trasporto aereo italiano e, al limite, per costruire delle partnership paritetiche con le altre compagnie di bandiera, lo Stato italiano lo avrebbe dovuto adeguatamente valorizzare”.

    Nel frattempo, il ministero dell’Economia, unico socio azionista della compagnia, ha ricevuto due offerte per la vendita di Ita: una dalla cordata di MSC e Lufthansa e l’altra dal fondo statunitense Certares, in partnership con Air France-Klm e Delta Air Lines.

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