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Una storia di famiglia e cucina nel cuore di Roma: il caso “Da Enzo al 29”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 6 Mag. 2026 alle 10:48

L’autentica tradizione culinaria romana nel cuore della Capitale, in un tranquillo e caratteristico angolo di Trastevere. A via dei Vascellari 29 si trova una delle più note trattorie di Roma, “Da Enzo al 29”. Una tappa imprescindibile per chi vuole assaporare la cucina romana tradizionale, senza compromessi e con grande attenzione per la qualità delle materie prime. Dalla carbonara alla gricia, passando per l’amatriciana e le polpette al sugo, senza dimenticare gli inimitabili carciofi alla romana o alla giudia. Un locale tra i più ricercati della città che, con circa un secolo di storia alle spalle, conserva ancora l’atmosfera della Trastevere di un tempo, grazie a piatti abbondanti, un servizio cortese e fedele alle sue origini. Una trattoria, dunque, saldamente ancorata alla tradizione, nel solco della ricchezza della gastronomia italiana. Ne abbiamo parlato con la titolare di “Da Enzo al 29”, Maria Chiara Di Felice.

La famiglia Di Felice gestisce questo locale da 40 anni. Quali sono le sue peculiarità e come si è evoluto nel corso dei decenni?
“Non conosciamo la data di apertura esatta di quest’attività, ma sappiamo da alcune ricerche che abbiamo effettuato che già negli anni Trenta – quindi quasi un secolo fa – qui si vendeva il vino e altre bevande. I miei genitori hanno rilevato il locale 40 anni fa, e da circa una ventina d’anni noi figli ci occupiamo della sua gestione. Abbiamo fatto pochissimi cambiamenti agli arredi della trattoria, perché vogliamo preservare la storicità di queste mura. Anche l’offerta culinaria è strettamente legata alla tradizione gastronomica locale. Non proponiamo, insomma, una cucina creativa o ricca di rivisitazioni. Per noi è fondamentale mantenere il valore storico di questo posto, e per farlo cerchiamo di non apportare grandi cambiamenti nel design e nella modalità di preparazione dei piatti. Le nostre origini sono abruzzesi, per cui cerchiamo di valorizzare e tramandare il ricchissimo patrimonio gastronomico del Centro Italia. Gestiamo il locale consapevoli del ruolo importante delle trattorie nel nostro Paese. L’Italia ha un’immensa varietà di paesaggi che poi si riflette nella straordinaria ricchezza della nostra cucina. La trattoria è il modello di ristorazione che, da Nord a Sud, riesce a rappresentare meglio le varietà gastronomiche locali. Facciamo sì una cucina romana, ma l’origine popolare delle nostre ricette, l’ecosostenibilità e la stagionalità degli ingredienti che impieghiamo, il cibo come momento di convivialità, sono tutti elementi riconducibili al nostro essere italiani”.

Una cucina, dunque, autentica e tradizionale. Quali sono i piatti che vanno per la maggiore tra i vostri clienti?
“Sicuramente tra le nostre proposte più apprezzate possiamo citare la carbonara, l’amatriciana, e i carciofi, che facciamo sia alla romana che alla giudia”.

Chi era Enzo?
“Da quel che ci raccontano le persone che lo hanno conosciuto, Enzo era un oste molto socievole e simpatico. Nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla sua morte, ci sono ancora alcuni anziani che vengono a trovarci e ricordano qualche aneddoto o peculiarità di Enzo, a cui è legato il nome della nostra attività. Per esempio, sappiamo che amava le corse dei cavalli e aveva un modo davvero informale e alla mano nel gestire questo posto”.

Quando avete capito che questo locale stava diventando una vera icona della cucina romana, apprezzato anche all’estero?
“Probabilmente prima della pandemia avevamo dei segnali che ci facevano intuire che stavamo diventando un brand conosciuto e stimato nel mondo della gastronomia. Finita la fase più dura del Covid, ne abbiamo avuto la conferma. La fase di svolta, quindi, l’abbiamo registrata a cavallo della pandemia”.

Per voi è essenziale la qualità delle materie prime, come dimostra il fatto che per i vostri prodotti vi affidate a un’azienda agricola, “Le terre di Enzo”.
“Come dicevamo, non facciamo grandi sperimentazioni nell’esecuzione dei nostri piatti. Ma non abbiamo mai smesso di ricercare gli ingredienti migliori che il nostro territorio è in grado di offrire. Per questo già nel 2020 abbiamo deciso di aprire un’azienda agricola, che è al servizio di questa trattoria. È il modo più sicuro per continuare a garantire sempre prodotti di ottima qualità ai nostri clienti”.

Spesso fuori dal locale c’è la fila, con tanta gente desiderosa di assaggiare i vostri piatti. Come fate a gestire l’afflusso di una clientela così vasta e varia?
“Il nostro servizio è piuttosto veloce e informale. Per cui, anche se magari c’è da aspettare un pochino, è sicuramente possibile mangiare da noi. Non c’è bisogno di prenotare, quindi un pranzo o una cena nella nostra trattoria non devono essere programmati con largo anticipo”.

Da qualche tempo avete lanciato anche la “Locanda da Enzo”.
“Si tratta di una struttura composta da tre camere, che abbiamo recentemente restaurato, mantenendo gli aspetti più antichi e di prestigio. L’idea è quella di offrire un ambiente suggestivo e confortevole, dove anche il cibo è protagonista, come dimostra la ricca e variegata colazione che proponiamo ogni mattina ai nostri clienti”.

Come vede il futuro di “Da Enzo al 29” da qui ai prossimi anni? Avete dei nuovi progetti in cantiere?
“Ritengo che il cibo sia un mezzo unico per arrivare in maniera molto diretta al cuore della gente. Per cui vogliamo continuare in questa direzione. La nostra ambizione, in fondo, è e rimane quella di far star bene i nostri clienti attraverso i prodotti di alto livello che possiamo offrire. Stiamo lavorando a nuovi progetti in diversi settori, cercando sempre di regalare momenti di leggerezza e spensieratezza alle persone”.

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