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    Vibo Valentia, in migliaia alla marcia per la legalità organizzata da Libera

    Un 'no' alle mafie dopo i 400 arresti degli ultimi giorni, con cui la procura guidata da Gratteri ha dato un duro colpo ai clan locali

    Di Antonio Scali
    Pubblicato il 24 Dic. 2019 alle 18:30 Aggiornato il 24 Dic. 2019 alle 18:34

    Marcia per la legalità, in migliaia a Vibo Valentia per dire no alle mafie

    Un’enorme folla, con centinaia di giovani, ha preso parte alla manifestazione promossa a Vibo Valentia dall’associazione “Libera” dopo i circa 400 arresti per ‘ndrangheta che hanno colpito anche la città calabrese.

    L’iniziativa è nata infatti dopo il maxi-blitz di giovedì scorso con cui la procura di Catanzaro ha assestato un duro colpo ai clan del vibonese, a cominciare dai Mancuso. Una complessa e imponente operazione, guidata dal pm Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, che ha visto finire in manette anche imprenditori e politici locali di spicco.

    Gli organizzatori della marcia di oggi, 24 dicembre 2019, a Vibo Valentia hanno spiegato che l’iniziativa vuole dimostrare “vicinanza e gratitudine agli uomini e alle donne dello Stato che quotidianamente sono in trincea per l’affermazione dei principi della legalità e della democrazia nel nostro territorio. I “Cento Passi” di Vibo, per riappropriarci dei nostri luoghi, della dignità calpestata da giochi di potere occulti e violenti e per sentirci tutti un po’ più Stato”.

    In particolare, il corteo ha fatto tappa fuori dalla sede del comando provinciale dei carabinieri per rivolgere uno speciale ringraziamento ai militari dell’Arma. Una partecipazione del genere forse non era attesa neppure dagli stessi organizzatori, visto che spesso occasioni del genere sono andate male per paura dei cittadini o omertà.

    “L’operazione Rinascita-Scott – spiega il coordinatore di Libera, Giuseppe Borrello – ha liberato territori, come Limbadi, Piscopio, Vibo, Sant’Onofrio dove sono state messe in luce connivenze e collusioni che per troppo tempo hanno determinato il degrado sociale e culturale sofferto dalle comunità che oggi sentono forte la possibilità di spezzare le catene”.

    Il Coordinamento provinciale di Libera Vibo Valentia si rivolge alla politica “affinché faccia della legalità non sterili banderuole da campagna elettorale ma etica del fare e vocazione dell’essere. Una politica che stigmatizzi il puzzo del compromesso sociale e faccia dell’onesta pratica per la realizzazione del bene comune”.

    Alla marcia di Vibo Valentia rivolge da lontano un pensiero anche il fondatore di Libera don Luigi Ciotti: “Ognuno si assuma la propria quota di responsabilità e decida da che parte stare. È arrivato il momento per i commercianti di rompere le catene dell’usura e del racket”.

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