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    Vaccini, iniziata la somministrazione della terza dose per soggetti fragili e a rischio

    Di Giulio Alibrandi
    Pubblicato il 20 Set. 2021 alle 14:01 Aggiornato il 20 Set. 2021 alle 14:09

    Vaccini, iniziata la somministrazione della terza dose per soggetti fragili e a rischio

    L’Italia oggi ha dato il via alla somministrazione della terza dose dei vaccini contro Covid-19 ai soggetti fragili e a rischio, per un totale di circa tre milioni di pazienti. Il nuovo richiamo, che sarà fatto esclusivamente con vaccini a mRna (prodotti dalle case Pfizer e Moderna) sarà somministrato a persone immunocompromesse, trapiantati e alcuni malati oncologici, come indicato nella circolare del 14 settembre del ministero della Salute.

    Già in mille hanno ricevuto la “dose addizionale”, che dovrà essere somministrata almeno 28 giorni dopo l’ultima somministrazione, e il prima possibile se tale lasso di tempo è già trascorso. Il vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech, noto come “Comirnaty”, sarà riservata ai soggetti di età superiore a 12 anni, mentre lo “Spikevax” di Moderna sarà riservato ai soggetti di età superiore a 18 anni.

    “Da oggi in tutta Italia si inizia a somministrare la dose aggiuntiva alle persone più fragili”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza parlando di “importante passo avanti per dare protezione a chi ha un sistema immunitario più debole. Ancora una volta grazie a tutto il personale sanitario”. Negli scorsi giorni Speranza ha anticipato che la somministrazione del richiamo sarà presto aperta anche ad altre categorie di persone considerate maggiormente a rischio.

    Secondo quanto dichiarato oggi dal commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, nei prossimi giorni potrebbe essere dato il via libera per la somministrazione della terza dose anche “per sanitari, lavoratori delle Rsa e fragili”. Nel corso di una visita all’hub vaccinale di Villorba, in provincia di Treviso, Figliuolo ha anche detto che il Comitato tecnico-scientifico (Cts) del ministero della Salute potrebbe decidere di  la dose addizionale alle persone di età superiore a 65 anni. “Aspettiamo di capire cosa dirà il Cts e ritengo che nei primi giorni di questa settimana ci sarà una riunione ad hoc al Cts ma molti scienziati stanno dicendo che la linea, il cut-off, per la terza dose potrebbe essere posizionata intorno ai 65 anni”.

    Secondo l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), per gli anziani e i residenti delle Rsa, la terza dose potrà essere somministrata ad almeno sei mesi dall’ultima dose.

    Il ricorso alla terza dose, già almeno in parte autorizzato in paesi come Israele, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti, è stato duramente criticato dall’Organizzazione mondiale della sanità. Negli scorsi mesi l’Oms ha infatti esortato i paesi più ricchi a rinunciare a offrire altri richiami a chi ha già completato il ciclo vaccinale e di contribuire invece a raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 10% della popolazione di ogni paese.

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