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    In stazione con il bus, poi il pedinamento: così l’aggressore di Termini ha raggiunto la turista israeliana

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 3 Gen. 2023 alle 10:08 Aggiornato il 3 Gen. 2023 alle 10:09

    La turista israeliana accoltellata alla Stazione Termini di Roma la sera dell’ultimo dell’anno è stata pedinata dal suo aggressore, che ha atteso un momento in cui era particolarmente vulnerabile – di spalle, mentre acquistava un biglietto del treno alle macchinette automatiche – per aggredirla.

    Abigail Dresner, 24 anni, ha riportato ferite al fegato e a un polmone, è viva per miracolo, ricoverata al Policlinico Umberto I. Ha detto ai poliziotti di non conoscere l’uomo che ha tentato di ucciderla.

    Il suo aggressore ha circa 40 anni, le forze dell’ordine sono sulle sue tracce, dopo aver ricostruito i suoi spostamenti la sera del 31 dicembre. Ha percorso più di 12 chilometri a bordo di un autobus prima di incrociare la vittima.

    Partito dal quartiere Eur, è arrivato in piazza dei Cinquecento dopo le 21,30 a bordo di un autobus, il numero 714. A bordo non ha infastidito nessuno, non si è fatto notare per nulla in particolare: sguardo rivolto verso il basso, cappello in testa, vestito scuro, una busta di plastica blu in mano.

    Ascoltato dagli inquirenti, l’autista del bus che lo ha portato a Termini ha detto che si è trattato di un passeggero come tanti. Pochi minuti dopo il suo arrivo in stazione, quando l’orologio delle videocamere di sorveglianza segnava le 21.45, ha estratto dalla busta un coltello e si è scagliato contro la turista, pugnalandola due volte al petto.

    La vittima è caduta, si è rialzata e ha provato a scappare, prima di venire colpita nuovamente. Poi l’uomo si è dileguato tra la folla. Dresner stava acquistando un biglietto per Fiumicino, sarebbe dovuta tornare a casa, in Israele, dopo aver trascorso il capodanno con amici a Roma.

    Un ulteriore giallo che ammanta di dubbi la vicenda riguarda alcuni simboli ebraici sullo zaino della ragazza: potrebbe aver scatenato l’ira del suo aggressore.

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