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    Attentato a Sigfrido Ranucci, una bomba distrugge l’auto del giornalista davanti alla sua abitazione: “Ordigno in grado di uccidere” | VIDEO

    La deflagrazione è avvenuta davanti l'abitazione del giornalista di "Report" a Campo Ascolano, località nei pressi di Pomezia

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 17 Ott. 2025 alle 09:47

    Attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci: l’auto del conduttore di Report, parcheggiata davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, località di Pomezia, a sud di Roma, è esplosa a causa di ordigno piazzato sotto la vettura. L’episodio si è verificato intorno alle 22 di giovedì 16 ottobre. L’esplosione ha danneggiato anche l’altra auto di famiglia, utilizzata abitualmente dalla figlia, che l’aveva parcheggiata lì pochi minuti prima. Sia le vetture che le parti esterne della casa di Ranucci hanno subito danni mentre, fortunatamente, non si registrano né vittime né feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli investigatori della Digos, mentre un’indagine è stata immediatamente aperta dai pm dell’antimafia di Roma.

    “Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento” è il drammatico post pubblicato sui profili social di Report, la trasmissione curata e condotta Sigfrido Ranucci. Contattato dal Corriere della Sera, il giornalista ha dichiarato: “Mia figlia è passata davanti alla mia auto pochi minuti prima dell’esplosione, potevano ammazzarla”. Il conduttore ha riferito che “è stato utilizzato almeno un chilo di esplosivo” e ha aggiunto: “Potrebbe non essere una coincidenza il fatto che pochi giorni fa ho annunciato i temi delle nuove inchieste di Report“.

    A La Repubblica il giornalista ha dichiarato che sporgerà formalmente denuncia: “Io non so ancora dare una chiave di lettura a quello che è successo. Quello che ho fatto è mettere insieme un po’ di cose che sono successe in questi mesi. Io non le ho mai pubblicizzate pubblicamente, anche per tutelare le persone a me care. L’estate scorsa, un anno fa, abbiamo trovato i proiettili, due proiettili della P38 fuori casa. Poi c’è un elenco di situazioni particolari accadute negli ultimi mesi, a partire anche dal tentativo di delegittimazione nei miei confronti”. Per l’attentato, spiega ancora Ranucci, è stato utilizzato un “ordigno rudimentale. Potenzialmente avrebbe potuto uccidere una persona se passava in quel momento”.

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