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    Udine, sesso in strada in pieno giorno: denunciata giovane coppia

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 10 Giu. 2019 alle 17:39 Aggiornato il 10 Giu. 2019 alle 17:41

    Sesso strada denunciata coppia Udine – L’occasione è stata la festa di Pentecoste, quando gli austriaci approfittano delle vacanze per raggiungere il litorale friulano. A Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, una giovane coppia è stata denunciata dopo essere stata sorpresa a consumare in strada un rapporto sessuale.

    L’episodio si è verificato nel pomeriggio di domenica 7 giugno. La coppia, lui 21enne e lei 19enne, si era fermata nell’androne di un palazzo. La ragazza era completamente nuda, mentre il giovane era rimasto in costume.

    I due hanno cominciato a scambiarsi effusioni in strada e, quando si sono accorti di avere attirato l’attenzione dei passanti, si sono rivestiti. È stato un cittadino a riprendere la scena con il cellulare e a chiamare le forze dell’ordine.

    Invitati a seguire gli agenti al comando, i due hanno opposto resistenza e sono stati denunciati.

    La ragazza dovrà rispondere anche di atti osceni in luogo pubblico perché la vicenda è accaduta durante la giornata e in un viale potenzialmente frequentato da minori.

    I due hanno anche ricevuto il foglio di via da Lignano Sabbiadoro per tre anni.

    sesso strada denunciata coppia Udine | Sesso in luogo pubblico: cosa si rischia – Cosa rischia chi consuma un rapporto intimo in pubblico? Il reato è previsto dall’art. 527 del codice penale, il quale afferma che “chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000.

    Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano.

    Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro”.

    Il Decreto Legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 ha depenalizzato il reato in questione rendendolo un illecito amministrativo.

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