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    Sardegna, denunciato presunto stupro di gruppo simile al caso Grillo jr: la procura vuole archiviare

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 7 Lug. 2021 alle 19:05

    A due giorni dall’udienza preliminare a carico del figlio di Beppe Grillo, Ciro, e dei suoi tre amici, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia indagati per un presunto stupro di gruppo avvenuto nel 2019 in Costa Smeralda, viene alla luce un episodio dalle circostanze simili, che coinvolgerebbe altri ragazzi, avvenuto sempre in Costa Smeralda nello stesso periodo.

    Due ragazze hanno denunciato di aver subìto uno stupro di gruppo da parte di 4 giovani conosciuti in discoteca in Costa Smeralda nella notte tra l’8 e il 9 luglio 2019 sulla spiaggia di Baja Sardinia a Porto Cervo. Secondo il racconto delle giovani – due ventenni che facevano le animatrici turistiche nel posto – intorno alle due di notte erano in discoteca dove avevano bevuto un paio di cocktail e ballato fino a tardi. In discoteca incontrano 4 ragazzi campani con cui iniziano a conversare. Poi i ragazzi propongono alle ragazze di recarsi in spiaggia, non lontano da lì. E qui sarebbe iniziato un incubo per le due ventenni. Violenze sessuali di gruppo, abusi di ogni tipo, secondo la loro versione.

    Il periodo è lo stesso (luglio 2019), i racconti molto simili c’è un video e vi sono chat. Ma qui i pm hanno chiesto l’archiviazione e le presunte vittime si oppongono, denunciando l’assurdità di tale scelta. “Decisione assurda. Perché noi non siamo state credute?”, si chiedono. Le due inchieste, parallele, sono coordinate dalla stessa Procura, quella di Tempio Pausania, guidata da Gregorio Capasso.

    “Sono due casi fotocopia, eppure per il figlio di Grillo è stato chiesto, giustamente, il processo, e per gli stupratori di mia figlia, l’archiviazione. Perché? Hanno fatto un gran casino sul caso di Grillo, giustamente. Invece per gli stessi fatti, i quattro giovani che hanno distrutto l’esistenza di mia figlia, vanno archiviati”, dice la madre di  una delle due ragazze.

    Sarà adesso il gup a decidere se i quattro indagati meritano il processo o l’archiviazione. Secondo la Procura “non sono emersi elementi obiettivi – come si legge nella richiesta di archiviazione a firma del Procuratore Gregorio Capasso e della pm Ilaria Corbelli – idonei all’incolpazione dei responsabili e nemmeno sufficienti a dimostrare la consumazione del reato in trattazione”.

    Come riporta l’AdnKronos, per la Procura di Tempio Pausania, la stessa che indaga su Grillo Junior “l’attività di indagine compiuta non solo non ha consentito di acquisire elementi di prova sufficienti per ritenere integrate e comunque dimostrate e dimostrabili le ipotesi di reato, bensì ha anche messo in luce una serie di incongruenze tali da indurre gli investigatori a dubitare della obiettiva corrispondenza a realtà del vissuto delle vittime, sì come descritto dalle dichiarazioni delle stesse, o quantomeno della oggettiva percepibilità dello stesso, sì da condurre a valutare lo stesso sotto due diversi profili: uno emozionale, che vede le due ragazze sicuramente offese secondo la loro percezione dei fatti e, quindi, secondo una soggettiva elaborazione del ricordo. L’altro, critico, asettico e razionale, al quale deve attenersi questo pubblico ministro nel valutare analiticamente i fatti”.

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