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    “Salvini? Nu guapp’ di cart’, fa il forte con le Ong per dimostrare che può vincere, ma nemmeno in quello riesce”: Erri De Luca a TPI

    e drammatizza lo scontro con le Ong per dimostrare che almeno quello è in grado di vincerlo

    Di Luca Telese
    Pubblicato il 6 Lug. 2019 alle 16:29 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:27

    Salvini Ong Erri De Luca | “Mediterranea non deve assolutamente accettare di entrare in acque territoriali maltesi. E così le altre ong. Queste proposte sono un inganno. L’unico motivo per cui il governo chiede loro di andare lì è perché vogliono sequestrare le navi e impedirgli altre missioni umanitarie”.

    Lo scrittore Erri De Luca l’anno scorso ha passato diversi giorni a bordo di navi in missione umanitaria, e ha le idee molto chiare su quello che è accaduto nel Mediterraneo in questi giorni.

    In questa intervista a TPI lo spiega così: “Salvini è stato assoldato dall’opinione pubblica prevalente come un cane da riporto che deve riportare a casa le ossa degli immigrati. Ma non sta facendo il suo mestiere”.

    No?

    “Assolutamente no. Ogni giorno con piccole navette, gommoni, imbarcazioni di fortuna, sbarcano in Italia decine e decine di migranti. È un flusso continuo, che non si può fermare. Ogni giorno attraverso i boschi che circondano i nostri confini arrivano immigrati”.

    E quindi: “Salvini è in questo momento quello che a Napoli noi chiamiamo un ‘guappo di cartone’. Che non riesce ad assolvere, perché non può, il suo compito da secondino”.

    Da qui secondo De Luca discende la strategia dei porti chiusi: “Drammatizzare uno scontro, quello contro le ONG, per dimostrare che almeno quello, simbolicamente, è in grado di vincerlo: non è una prova di sicurezza, ma di debolezza”.

    Perché?

    “Perché questo flusso non si fermerà per le minacce del guappo di cartone. È mosso dalla disperazione di chi non ha nulla da perdere. Un sentimento che conosco molto bene perché lo leggevo negli occhi delle madri quando le vedevo salire a bordo. E non ci riuscirà – soprattutto – perché l’Italia è un paese dai confini porosi e permeabili. Non ci sono porte stagne che si chiudono, ma linee di confine permeabili che vengono attraversate di continuo”.

    E il muro del Friuli non è una barriera?

    “Ma non scherziamo. È una proposta ridicola. I muri non si sposano con le montagne. E non riescono mai a proteggere i confini”.

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