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    “L’alternanza scuola-lavoro è la nostra eutanasia”: la manifestazione degli studenti a Roma tra cori e tensioni con la polizia | VIDEO

    Il corteo degli studenti guidato dal movimento la Lupa ha attraversato il centro di Roma per protestare contro le mancate tutele nei confronti degli studenti lavoratori e chiedere l'abolizione dell'alternanza. Alle 13 un gruppo di studenti ha deviato il percorso per recarsi all'Ufficio regionale scolastico, dove sono esplose tensioni con la polizia

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 18 Feb. 2022 alle 20:44 Aggiornato il 19 Feb. 2022 alle 09:15

    Per il quarto venerdì consecutivo gli studenti di Roma sono scesi in strada per manifestare contro l’alternanza scuola lavoro e contro il ripristino della prova scritta all’esame di maturità. A organizzare la protesta il movimento studentesco la Lupa, nato a Roma a dicembre 2021 dopo l’occupazione di oltre 50 istituti da parte dei collettivi e che unisce i collettivi autonomi romani, le organizzazioni Osa (Oltranza studentesca alternativa) e FGC (fronte della gioventù comunista), con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema scolastico attraverso lo strumento dell’occupazione, lontano dai tavoli istituzionali da cui – denunciano gli attivisti – sono stati esclusi in questi due anni di pandemia.

    “La pandemia ha svelato in modo più preciso come le decisioni sulla scuola sono state prese sempre senza tenere in conto la situazione studentesca. Siamo stati rimbalzati da un provvedimento all’altro senza minima cognizione di causa di quello che stava succedendo”, racconta a TPI Pietro Zanchini, del collettivo del Virgilio che ha aderito al movimento la Lupa. “Questo ha creato molta rabbia, molta frustrazione e molta voglia di riprenderci le nostre scuole”. Ma a motivare la nuova protesta degli studenti anche la morte di Giuseppe Lenoci, 16 anni, che ha perso la vita in un incidente stradale mentre era a bordo del furgone della ditta termo-idraulica presso cui stava svolgendo uno stage, in provincia di Ancona. Si tratta della seconda morte sul lavoro in meno di un mese, dopo quella ad Udine di Lorenzo Perelli, che ha portato gli studenti del liceo Keplero a paragonare in modo provocatorio la formazione professionale che inizia a scuola a una forma di “eutanasia” nella settimana in cui la Corte Costituzionale ha bocciato il referendum sul fine-vita.

    Le due morti sono l’occasione per chiedere più sicurezza e tutele sui luoghi di lavoro in quelle situazioni in cui, come nei casi di Lorenzo e Giuseppe, uno stage è previsto dal percorso formativo degli istituti tecnici professionali a cui erano iscritti. Ma gli studenti manifestano anche per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le scuole a partire dal terzo anno, che isola gli adolescenti dalla vita della classe in un momento in cui è ancora importante studiare e imparare tra i banchi o prepararsi all’Università piuttosto che essere immessi nel mondo del lavoro.

    Alle 13 una parte di corteo si è sfilata dall’arteria principale per recarsi presso l’Ufficio regionale scolastico, ma la polizia ha bloccato l’ingresso. Gli studenti incappucciati hanno lanciato uova e cercato di sfondare il muro delle forze dell’ordine, che alla fine ha sbloccato il passaggio ma non l’entrata dell’Urs.

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