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    Il giornalista Roberto Arditti in stato di morte cerebrale dopo un malore

    Credit: AGF

    La famiglia smentisce la morte del giornalista: sarebbe in coma cerebrale dopo aver accusato un malore improvviso

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 1 Apr. 2026 alle 15:22 Aggiornato il 1 Apr. 2026 alle 17:08

    Sarebbe in stato di morte cerebrale il giornalista Roberto Arditti: è quanto si apprende da fonti vicine alla famiglia che hanno smentito la notizia della sua morte. Secondo il bollettino dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini “le condizioni di Roberto Arditti, ricoverato dalla notte in terapia intensiva in seguito a arresto cardiaco, sono estremamente gravi. L’uomo è sottoposto a un supporto intensivo delle funzioni vitali. La prognosi è strettamente riservata”. Nato a Lodi il 28 agosto 1965, Arditti si era laureato in discipline economiche e sociali all’Università Bocconi di Milano ed è stato dirigente della Gioventù Repubblicana, lavorando, dal 1987 al 1992, nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini. Direttore delle news di RTL 102.5 dal 1992 al 1997, è stato tra gli autori di Porta a Porta, il programma d’approfondimento condotto da Bruno Vespa in onda su Rai 1.

    Portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola durante il secondo governo Berlusconi, è stato direttore comunicazione e relazioni esterne della manifestazione Expo 2015. Dal 2008 al 2010 ha diretto il quotidiano Il Tempo, direttore editoriale e membro del consiglio di amministrazione di Base Per Altezza, società che edita le testate Formiche, Formiche.net ed Airpress. Nel corso della sua carriera, ha pubblicato articoli per Il Foglio e la testata online Linkiesta. Membro del Consiglio d’Amministrazione del Centro Studi Americani dal 2015 al 2018, nel 2016 aveva fondato insieme a Swg la società di consulenza strategica Kratesis. Era conosciuto dal pubblico televisivo anche per i suoi interventi nei programmi d’approfondimento di La7, tra cui Omnibus e L’aria che tira.

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