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    Il pilota di porto 84enne che ha chiesto di tornare in servizio per l’emergenza Coronavirus

    Credit: Federazione Italiana Piloti dei Porti/ Facebook

    "Un Pilota è Pilota per sempre". Lo sa bene Valter Capuano, 84 anni, che ha chiesto di tornare in servizio per coprire a titolo gratuito le emergenze nel porto di Augusta dove per anni ha fatto l'agente marittimo. A TPI sottolinea: "Non sono un eroe, è semplicemente dovere"

    Di Clarissa Valia
    Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 19:52 Aggiornato il 17 Mar. 2020 alle 20:04

    “Un Pilota è Pilota per sempre”, recita il post della Federazione italiana piloti dei porti. Lo sa bene  l’84enne Valter Capuano, ex Capo Pilota ormai in pensione, che si è offerto di tornare in servizio a titolo gratuito per coprire le emergenze nel porto di Augusta. Un gesto esemplare che testimonia il forte spirito di collaborazione e di servizio che alberga negli uomini di mare, capaci nei momenti di difficoltà di riscoprire il proprio innato senso del dovere e della solidarietà. Il comandante Capuano ha inviato una lettera alla sua corporazione offrendo il proprio aiuto gratuito in questo momento di grave emergenza del Coronavirus.

    “I miei colleghi mi hanno ringraziato anche dal punto di vista morale. Spero tanto che non ne avranno bisogno. Purtroppo penso che questa brutta epidemia andrà avanti per molto. Io sono sempre disponibile in qualunque momento a uscire in mare, giorno e notte, ma spero tanto che questo periodo si risolva positivamente”, racconta a TPI il comandante Capuano.

    Il compito dei piloti di porto è fondamentale per l’approvvigionamento delle merci e dei beni di prima necessità in questi tempi di emergenza da Coronavirus. Ogni giorno garantiscono giorno e notte il mantenimento della sicura accessibilità dei porti con la loro presenza. “L’impiego del pilota varia da momenti a momenti: può chiamare una nave in arrivo, può chiamare una nave che è al pontile e vuole andare all’ancora oppure può chiamare una nave dall’ancora che vuole partire. Sia medicale che mercantile. Sia medicale estera o nazionale”, ci spiega.

    “La corporazione di Augusta ormai abbraccia il porto di Siracusa e il porto di Pozzallo. Un gruppo di piloti di Augusta sta andando a dare una mano ai piloti di Catania che assiste il traffico fino ai Giardini di Naxos. Ed io mi sono offerto di assistere, di essere da supporto, nello spazio di mare cha va dai Giardini Naxos al porto di Pozzallo”, racconta l’ex pilota di porto di 84 anni.

    “Al momento i piloti di porti attivi a Ragusa saranno 6 o 7 di giorno e 3 a 4 di notte. Sono in turno di guardia secondo le disposizioni del capo pilota attuale”, ci spiega. “Il ministro Paola De Micheli ha bloccato gli arrivi in Sicilia per contenere il contagio del Coronavirus, ma questo non riguarda le merci tanto è vero che i traghetti nello stretto vanno avanti e indietro portando camion. Qui arrivano petroliere che caricano e scaricano”, sottolinea il comandante Capuano.

    L’arzillo marittimo nella sua vita ha vissuto diverse situazioni di emergenza. A stare fermo l’84enne Capuano non ci pensa nemmeno. Soprattuto in una situazione difficile come questa. “Io non riesco e non voglio stare fermo e sono pronto a uscire a mare ogni momento del giorno e della notte se hanno bisogno. Perché vede, è indispensabile che il servizio di pilotaggio, che è una maglia molto delicata del sistema dei trasporti, non si fermi. Se si fermano i trasporti siamo fottuti tutti quanti”.

    “Mette caso che non arrivano più i viveri. E io che mangio? Qui in Sicilia c’è l’esportazione dell’ortofrutta per tutta l’Italia. – ci fa notare. – La cosa indispensabile è ubbidire alle disposizioni del governo ma non inceppare i trasporti. Continuare, continuare e continuare. E io sono vicino ai miei colleghi, specialmente dal punto di vista affettivo che prendendo le dovute cautele devono continuare a lavorare. Giorno e notte. Non interrompere mai”.

    E a chi lo chiama “eroe” il comandante Capuano risponde: “Non c’è niente di eroico in questa mia offerta di aiuto. E’ il dovere che chiama. Non c’è niente di straordinario nel mio gesto. E’ un modo normale di vivere che mi hanno insegnato i miei genitori e il contatto con i miei colleghi sia vecchi, con il loro insegnamento, che giovani nella loro volontà di apprendere. Se lei domanda a tutti i piloti pensionati vedrà che risponderanno lo stesso”.

    E sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice: “Sta facendo un ottimo lavoro: lotta e sta spingendo tutti quanti a reagire. Anche il fatto che noi ora dobbiamo stare in casa fermi è una condizione di operatività. Stando fermi noi aiutiamo. Perché stando a casa il virus non si propaga. Certo mi piacerebbe andare al bar ogni mattina come facevo prima con mia moglie alle 11 a prendermi il caffè. Ora non lo posso fare? E il caffè me lo prendo a casa”.

    Credit: Facebook/Federazione Italiana Piloti dei Porti
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