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    Papa Leone, il bollettino del Gemelli: “Notte tranquilla, oggi gli esami post operatori”

    AGF

    L'intervento per rimuovere un adenocarcinoma polmonare. Asportato il lobo inferiore del polmone destro

    Di Antonio Scali
    Pubblicato il 14 Ott. 2026 alle 10:01 Aggiornato il 14 Ott. 2026 alle 10:48

    Papa Leone XIV ha trascorso una prima “notte tranquilla” al Policlinico Gemelli, fa sapere la Santa Sede, dopo l’intervento per rimuovere un tumore al polmone svolto nel tardo pomeriggio di ieri. “Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica. Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”, si legge nel bollettino medico diffuso in serata.

    L’intervento è “riuscito e non ci sono state complicanze”. Ulteriori informazioni saranno diffuse nelle prossime ore. Era stato lo stesso Pontefice dopo l’Angelus di domenica in piazza San Pietro ad annunciare a sorpresa di avere un nodulo circoscritto al polmone. Il Papa è rimasto in sala operatoria per tre ore, l’operazione è durata novanta minuti. Con lui, oltre all’equipe medica e al suo dottore, Luigi Carbone, anche il capo della gendarmeria Gianluca Gauzzi Broccoletti.

    Nel corso della giornata di oggi il Pontefice si sottoporrà agli esami post operatori. I medici, secondo fonti vaticane riportate dal Corriere, hanno sottolineato che il tessuto canceroso “è stato rimosso completamente” e che i sanitari che lo hanno in cura, almeno per il momento, non parlano di chemioterapia. Per una diagnosi più dettagliata bisognerà però attendere i risultati dell’esame istologico, per capire lo stadio della malattia e se i linfonodi sono “puliti”, in modo poi da attuare la giusta terapia.

    L’adenocarcinoma è il più comune tra i tumori maligni del polmone, è più frequente nei non fumatori ed è il tipo di tumore ai polmoni per il quale oggi esistono più farmaci nuovi. Il Papa aveva parlato di un nodulo preso in fase iniziale. Per un adenocarcinoma al primo stadio il tasso di sopravvivenza a 5 anni supera l’80%. Per capire se Leone dovrà sottoporsi a cure come chemioterapia o radioterapia bisognerà quindi attendere l’esame istologico completo (servono circa 15 giorni). Se i linfonodi saranno negativi, quindi esenti da malattia, potrebbero non essere necessarie altre terapie.

    Intanto in Vaticano sono ore di incertezza, dopo la notizia della malattia del Pontefice – relativamente giovane e amante dello sport – arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il fatto che sia stato rimosso un intero lobo del polmone, la certificazione della natura tumorale del problema, suscita più di qualche interrogativo, e lascia la sensazione dell’inizio di una nuova fase nel Pontificato di Prevost, da appena un anno e mezzo sul soglio di Pietro. Appare a questo punto in dubbio il viaggio attualmente in programma in America Latina dal 6 al 17 novembre tra Uruguay, Argentina e Perù: dodici giorni, innumerevoli spostamenti in aereo e un programma fitto di incontri. Al momento il viaggio è confermato, magari alleggerendo un po’ i ritmi e il programma. Ma fondamentalmente si naviga a vista. Bisognerà valutare l’andamento del decorso post operatorio e i consigli dei medici.

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