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    La verità, vi prego, su Paolo Borsellino: i depistaggi dello stato infangano la sua memoria

    Paolo Borsellino con Leonardo Sciascia
    Di Giulio Cavalli
    Pubblicato il 12 Giu. 2019 alle 13:36 Aggiornato il 19 Lug. 2019 alle 13:00

    Paolo Borsellino | Depistaggi strage | Processo

    La verità, vi prego, su Paolo Borsellino. L’ultima notizia sono i magistrati Carmelo Petralia e Anna Palma indagati per calunnia, con 19 supporti magnetici risalenti ai primi anni ’90 che potrebbero contenere registrazioni di intercettazioni e forse qualche interrogatorio con il falso pentito Vincenzo Scarantino, ma il processo sullo sviamento delle indagini per la strage di via D’Amelio è tutto un conato istituzionale che sbrodola vergogna su un intero Paese.

    Abbiamo avuto, certificata dalla Cassazione, una sentenza sull’omicidio del giudice Borsellino dettata a un povero disperato come Scarantino che si è finto pentito e che è stato imboccato da alcuni uomini dello Stato per addossarsi colpe non sue.

    Sempre per l’accusa di calunnia sono stati portati alla sbarra tre poliziotti del gruppo Falcone-Borsellino, anche loro accusati di avere sviato le indagini e a Caltanissetta sono sotto processo l’ex funzionario Mario Bo, gli ex ispettori Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei (fedelissimini dell’ex capo della Squadra Mobile di Palermo Arnaldo La Barbera, orami deceduto) per avere indottrinato Scarantino e per averlo aiutato nel ’95 a studiarsi a memoria il copione di bugie che avrebbe poi recitato in Aula.

    Paolo Borsellino | Via d’Amelio

    E, oltre a tutto questo, che fa già schifo così, ora arrivano i due pm indagati a Messina. In tutto questo, se ci pensate bene, tra poco sarà il 19 luglio e ancora una volta via d’Amelio sarà infestata da istituzioni e politici che vorranno darci lezioni di memoria sulla strage del ’92.

    Siamo un Paese strano, noi: commemoriamo qualcosa che ancora non ci è stata raccontata per intero. Come se fosse una favola tragica di cui manca il finale e tutti si impegnano a raccontarla senza accorgersi che è monca.

    Eppure dei processi che stanno cercando di fare luce su quello che è forse uno dei più gravi depistaggi della Repubblica non ne parla la politica, ne parlano solo pochi editorialisti (quelli marchiati con il marchio doc di antimafia) e ne scrivono pochi autori come se lì dentro non ci fosse lo sviluppo della storia recente di questo Paese e i moventi politici degli ultimi 30 anni.

    Paolo Borsellino | Una strage di mafia e di stato

    Tira uno strano vento per cui ci basta riconoscere l’operato di Borsellino per preservarne la memoria senza volere andare a fondo sulle questioni vitali di un omicidio che è di mafia ma anche di pezzi di Stato (e questo si può dire, semplicemente ascoltando le testimonianze e i collegamenti che sono emersi dal processo sulla trattativa).

    Sono anni che i familiari del giudice chiedono verità e giustizia. Una volta anche il Movimento 5 Stelle era sulle barricate (ve li ricordate?). E oggi la questione Borsellino sembra essere finita fuori dalla luce dei riflettori. La verità, vi prego, su Paolo Borsellino.

    Il problema non è il cantante che ha insultato Falcone e Borsellino in Rai ma siamo noi, un Paese senza memoria
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