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    Litigi, minacce, bugie: il racconto delle ultime settimane prima del femminicidio di Lorena Isceri

    Foto tratta dal profilo Instagram di Federico Vella

    La madre della donna ricostruisce i comportamenti violenti di Vella dopo che lei aveva scoperto di essere stata tradita: lui la minacciò con un coltello

    Di Giovanni Macchi
    Pubblicato il 8 Set. 2026 alle 12:57

    Solo nelle ultime settimane prima di essere uccisa Lorena Isceri aveva conosciuto il volto violento di Federico Vella. Scatti d’ira, reazioni aggressive, minacce con un coltello, messaggi e telefonate moleste. È quanto emerge dalle parole di Antonia Argentiero, la madre della 45enne assassinata dall’ex compagno lo scorso 4 settembre.

    Secondo la ricostruzione, la relazione tra Isceri e Vella era iniziata nell’ottobre del 2024. I due si erano conosciuti in palestra. Inizialmente lei sarebbe stata titubante a causa dell’ampia differenza d’età (lui era più giovane di nove anni) ma si era convinta: poco dopo essersi messi insieme, la coppia era andata a convivere nell’abitazione di Vella al Galluzzo, una frazione di Firenze.

    La storia sembrava filare liscia senza particolari problemi, finché, lo scorso aprile, leggendo una chat sul cellulare del compagno, Isceri scopre che lui l’ha tradita. A quel punto – riferisce la madre della donna – lei decide di interrompere la relazione. Vella va in escandescenze: prende i regali che lei gli aveva fatto e li scaglia a terra. Alcuni vetri si rompono cadendo sul pavimento e la 45enne si ferisce ai piedi.

    Passa il tempo, l’uomo si mostra nuovamente premuroso e Isceri, sperando di poter superare quanto accaduto, accetta un riavvicinamento. Ad agosto la coppia va in vacanza in Grecia, ma il rapporto ormai pare compromesso: secondo Argentiero, la figlia teme le sue reazioni aggressive.

    Durante la vacanza, la donna avrebbe inviato un messaggio alla sua ginecologa confidandole che la relazione con Vella aveva dei problemi. L’uomo lo viene a sapere e s’infuria, accusandola di essere una traditrice per aver confidato vicende private e intime all’estero della coppia. Al rientro in Italia, il 36enne si rifiuta di restituirle i suoi oggetti personali.

    Dal 7 al 15 agosto i due vanno insieme da uno psicanalista, ma Vella lo accusa: “Sei pagato per farci lasciare”. Il professionista lo mette alla porta e i litigi tra l’uomo e Isceri si intensificano.

    Prima di Ferragosto la coppia si dà appuntamento a casa di Vella, che, a un certo punto, nel corso di una discussione animata, arriva a minacciare la donna con un coltello. “Non sono in grado di riferire come sia riuscita a sfuggirgli”, racconta la madre della 45enne. “Lui si è gettato per terra, per impedirle di andare via. Dopo questo episodio non ha più voluto vederlo”, si legge nel verbale.

    Dopo questo episodio, Isceri decide di tornare nel suo paese d’origine, in provincia di Lecce, a casa dei suoi genitori. “Dal 15 al 28 agosto nostra figlia rimane a casa”, riferisce la madre: “Ha paura. Lui la tempesta di messaggi e telefonate”.

    Quando la donna rientra a Firenze, dove vive da anni e dove lavora, l’ormai ex fidanzato le manda un messaggio per spiegarle che è dispiaciuto e che vuole seguire un percorso da un analista: per dimostrare le sue buone intenzioni, fornisce a Isceri il nome dello specialista che ha scelto, che però non risulta iscritto all’Ordine dei Medici.

    Tre giorni dopo il 36enne uccide la donna: le fa un agguato, la lega, la rinchiude nel bagagliaio della sua auto, guida fino al viadotto di Barberino del Mugello, sull’A1, e la lancia – ancora viva – nel vuoto, per poi a sua volta buttarsi.

    Quel giorno, racconta la madre di Isceri, Vella “mi ha chiamato più volte, io non ho risposto”. L’uomo le avrebbe anche scritto alcuni messaggi. In uno la accusava: “Sei perfida”. Poi, alle 14.58, le dava la notizia: “Tua figlia è morta”.

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