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    Galli: “I contagi calano? Sorpreso ma felice. I giornali di destra mi danno del catastrofista, ma non lo sono”

    Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. Frame tv
    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 30 Mag. 2021 alle 09:48 Aggiornato il 1 Giu. 2021 alle 12:48

    Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, era stato tra i più critici quando, poco più di un mese fa, il Governo decise di alleggerire le restrizioni anti-Covid. Galli prefigurava rischi che poi, fortunatamente, non si sono materializzati: contagi e decessi sono in calo e la campagna vaccinale è entrata ormai a regime.

    “Il mio è un compiaciuto stupore”, osserva l’infettivologo in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera oggi, domenica 30 maggio 2021. “In Italia i numeri dell’epidemia sono in netto miglioramento, al di là delle più rosee aspettative. Con le riaperture c’era un 10% di probabilità che le cose seguissero questa via, ma alla fine è andata bene e ne sono davvero felice”.

    Galli, peraltro, non è pentito di aver criticato le riaperture. “Quando il 26 aprile si sono aperte molte danze – ricorda – la situazione non faceva presagire che le cose sarebbero andate così bene. I numeri non erano per niente rassicuranti, i contagi e i decessi erano ancora elevati, non era inverosimile pensare che ci sarebbe potuta essere una ulteriore crescita dei contagi. Non avevamo ancora raggiunto la soglia promessa dei 500mila vaccini al giorno e persisteva l’incognita delle dosi: non avevamo la certezza che davvero ci sarebbero state consegnate quelle promesse”.

    La svolta, secondo il virologo, è stata determinata dalla campagna vaccinale. “I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri, hanno spostato gli equilibri più velocemente di quanto mi aspettassi e lo zoccolo dei vaccinati sta crescendo ulteriormente”, spiega Galli. “Inoltre l’immunizzazione ha funzionato meglio nel nostro Paese rispetto altrove, in proporzione ai vaccini fatti. Merito anche degli anziani e dei fragili che hanno fatto in modo di esporsi il meno possibile al virus. E mi permetta, merito anche dei costanti inviti alla prudenza, senza assumere posizioni facilone”.

    Il virologo respinge la definizione di catastrofista. “Direi che per motivi molto politici e poco nobili questa etichetta è stata appiccicata addosso a me e ad altri miei colleghi dai giornali di destra”, osserva. “Ma tra l’essere ottimisti per piacere, in assenza di dati (li chiamo riduzionisti), e raccontare come stanno davvero i numeri passando per catastrofisti c’è differenza. In una certa fase i dati non ci spingevano all’ottimismo e c’era la necessità di mantenere ben chiaro che non si poteva abbassare la guardia, soprattutto dopo il precedente dello scorso anno, quando eravamo in pochi a dire che il virus sarebbe tornato a farci visita, come puntualmente è successo”.

    Adesso Galli si dice “ottimista”. “Il virus, è vero, sta circolando ancora molto tra le fasce di età più giovani, spesso del tutto asintomatiche e che per questo non fanno il tampone. Ma anche tra queste categorie sta aumentando e crescerà ancora il numero di vaccinati”, sottolinea.

    Una nuova ondata in autunno? “La gente è stanca, in estate si prenderà la sua libertà, ma i vaccini stanno avendo un impatto tale che non credo possibile una nuova ondata autunnale comparabile a quella che abbiamo subito lo scorso anno. A meno di non imbatterci in una nuova variante talmente cattiva, ma spero proprio di no, da eludere la risposta vaccinale. Oggi sappiamo che si possono aggiornare rapidamente i vaccini, se dovesse essere necessario”.

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