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    Francesca Albanese: “Rispetto Liliana Segre ma il suo dolore non la rende lucida sul genocidio a Gaza”

    Le parole della Relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 7 Ott. 2025 alle 10:07

    Francesca Albanese spiega perché ha abbandonato la trasmissione In Onda e parla anche di Liliana Segre, tirata in ballo proprio quando la Relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati ha abbandonato il programma di La7. Intervistata da Fanpage, Albanese spiega perché è andata via nel momento in cui Francesco Giubilei ha preso la parola e si è detto d’accordo con Liliana Segre sul tema del genocidio a Gaza: “Sono una persona precisa ed ero già stata costretta a un ritardo, ma non accetto di prolungarlo se devo confrontarmi con due persone che non sono preparate sul tema Gaza”. Per Albanese, infatti, “l’interlocuzione con chi non ha conoscenze del tema è impossibile. Io sono una giurista, una tecnica”.

    Le parole che hanno fatto andare via Liliana Segre, però, sono quelle di Francesco Giubilei che ha dichiarato: “Sul genocidio sono d’accordo con la senatrice Segre”. La Relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, infatti, a quel punto si è alzata e ha abbandonato lo studio: “Immagini il paradosso di questa situazione: chiamare in causa una persona sopravvissuta all’olocausto e al genocidio. Conosco tantissimi esperti di storia, anche sopravvissuti all’olocausto, che dicono che quello a Gaza sia un genocidio. Ma siccome la posizione della senatrice Segre torna utile, si utilizza quella”. E ancora: “Se una persona ha un tumore, non va a farsi fare la diagnosi da un sopravvissuto a quella malattia ma da un oncologo. Ho grandissimo rispetto per la senatrice Segre, una persona che ha vissuto traumi indicibili. Per questo sostengo che ci sono gli esperti e che non è la sua opinione, o la sua esperienza personale, a stabilire la verità su quanto sta accadendo”.

    Secondo Francesca Albanese il “dato fondamentale in questo paese è l’analfabetismo funzionale. La gente non capisce ciò che legge e non ha in questo contesto di dibattito pubblico sulla Palestina gli strumenti per capire cosa sta accadendo”. E alle accuse di propaganda risponde: “Sto investendo molte energie nel cercare di far capire alla gente quali sono i termini del diritto sulla questione. Ci sono fior fiore di sionisti accademici, perché invitare in trasmissione gente che non sa niente?”.

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