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    Chi sono i due detenuti evasi dal carcere di Trani: uno uccise un uomo a 16 anni, l’altro è un rapinatore seriale

    Le foto segnaletiche dei due evasi: in alto Giuseppe Antonio De Noja e sotto Daniele Arciuli
    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 27 Ago. 2021 alle 13:34

    Sono riusciti a scavalcare il muro di cinta del carcere di Trani e a far perdere le loro tracce nelle campagne: Daniele Arciuli, 22 anni, e Giuseppe De Noja, 28 anni, sono ricercati dal pomeriggio di ieri in tutta Italia, ma soprattutto nella zona tra Bari e la provincia Bat (Barletta-Andria-Trani). I nomi e le foto segnaletiche dei due detenuti evasi il 26 agosto sono stati diffusi e la polizia li sta cercando su tutto il territorio nazionale: le ricerche sono coordinate dalla Procura guidata da Renato Nitti, che ha aperto un’inchiesta.

    Secondo quanto riferito dai sindacati di polizia penitenziaria, il tratto di muro di cinta dove i due sono riusciti a scavalcare è privo di sorveglianza dinamica e i detenuti hanno approfittato dell’ora d’aria per allontanarsi. Un fermo immagine delle telecamere di videosorveglianza li mostra mentre si dirigono verso via Andria.  Ma chi sono i detenuti evasi a Trani e perché si trovavano in carcere?

    Daniele Arciuli si trovava in carcere per l’omicidio di Gaetano Spera, commesso il 25 marzo 2015 nella villa comunale di Giovinazzo, nell’ambito di un regolamento di conti legato al controllo delle attività di pesca nelle acque antistanti i litorali di Giovinazzo e Bari-Santo Spirito. Arciuli fu arrestato con l’accusa di essere co-autore del delitto il 30 luglio 2015. All’epoca aveva appena 16 anni e fu condannato dal tribunale minorile con fine pena nel novembre 2024.

    Giuseppe De Noja, invece, è considerato dall’autorità giudiziaria un rapinatore seriale. Si trovava in carcere dal 2017 per sette rapine compiute ai danni di gestori di distributori di carburante nella zona di Bari. Con lui era stato arrestato il fratello Giovanni, detenuto anche lui a Trani.

    “Nonostante uno fosse ristretto per omicidio e l’altro per rapina e droga – spiega Federico Pilagatti del Sappe – giravano liberamente per il carcere grazie alla scellerata vigilanza dinamica imposta anni fa dal Dap. Il muro di cinta era sguarnito e il poliziotto della sala regia ha dato subito l’allarme quando i due hanno scavalcato il muro”.

    Il segretario nazionale per la Puglia del Sappe, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Federico Pilagatti, ha parlato di “un’evasione annunciata”. “Adesso è prioritario catturare gli evasi”, ha detto, “ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Trani”.

    Pilagatti sottolinea che “i due sono originari di Bari e nonostante uno fosse ristretto per omicidio e l’altro per rapina e droga giravano liberamente per il carcere grazie alla scellerata vigilanza dinamica imposta anni fa dal DAP. Il mura di cinta era sguarnito e il poliziotto della Sala regia ha dato subito l’allarme quando i due hanno scavalcato il muro”.

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