L’ex generale dei Ris Luciano Garofano respinge qualsiasi ipotesi di manipolazione o irregolarità sulle analisi effettuate nel 2007 sui pedali della bici di Alberto Stasi. Secondo la procura di Pavia, infatti, i “carabinieri del Ris di Parma agli ordini del generale Luciano Garofano sapevano che il test del Dna sui pedali della bici di Stasi era negativo ma nascosero i risultati che provavano la sua innocenza”. Un’accusa che Garofano respinge con forza. Contattato dal Corriere della Sera, l’ex generale ha dichiarato: “Escludo categoricamente qualsiasi manipolazione, non era e non è nel nostro costume. Metto la mano sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori. E tutte quelle analisi sono state fatte nel contraddittorio, alla presenza dei consulenti di parte”.
E ancora: “Atti nascosti? È fantascienza. Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti. Non era e non è nel nostro costume. Metto tutte le mani sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori che materialmente furono individuati dalla Procura di Vigevano per fare quelle analisi”. E su quando successo in procura, quando Garofano è stato ascoltato come persona informata sui fatti, ha chiarito: “Tutto si è svolto in un clima di massima collaborazione e serenità. Abbiamo parlato di tante cose e delle analisi di allora”.
Garofano esclude un’indagine a suo carico: “Per quanto mi riguarda, lo escludo. Almeno fino a ora. Le analisi sono state fatte dai miei collaboratori, ma credo che anche loro non siano indagati”. E aggiunge: “Va messo in chiaro che tutte le attività all’epoca sono state eseguite nel contraddittorio tra le parti. Cioè c’erano anche i consulenti della famiglia Poggi e quelli di Alberto Stasi. Come potevano sfuggire dei dati? E poi, quale interesse potevano avere i miei collaboratori a nascondere dei risultati, qualunque essi fossero?”.