La procura di Pavia riscrive il delitto di Garlasco fornendo una ricostruzione dettagliata dell’omicidio di Chiara Poggi, il cui autore sarebbe, secondo gli inquirenti, Andrea Sempio. Una ricostruzione dettagliata, che, come scrive La Stampa, viene fuori “dall’incrocio delle consulenze volute dai pm sulle tracce di sangue e sulle impronte delle scarpe fotografate all’epoca nella villetta dei Poggi, ma anche dalle analisi condotte dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo”. Quella a Chiara Poggi sarebbe stata un’aggressione non breve: iniziata a mani nude e finita martellate con la vittima che avrebbe tentato disperatamente di difendersi.
Secondo gli inquirenti, la mattina del 13 agosto 2007, Andrea Sempio si sarebbe recato a casa Poggi per tentare un “approccio sessuale” con la vittima, sapendo che la ragazza era da sola in casa e che la sua famiglia si trovava in vacanza in Trentino. Chiara Poggi si sveglia e, dopo aver terminato la colazione, disattiva l’allarme e fa uscire i gatti in giardino con la porta che, a quel punto, non è più chiusa a chiave. Sempio entra in casa e, al rifiuto della vittima, colpisce Chiara, forse con uno schiaffo. La prima fase del delitto ha inizio nel soggiorno, dove, come scrive il Corriere della Sera, vi sono “tre goccioline di sangue repertate”. L’aggressione, poi, prosegue con un’arma che sarebbe compatibile con il martello con la coda di rondine del quale la famiglia Poggi ha denunciato la scomparsa subito dopo l’omicidio.
Chiara prova a fuggire dal portoncino d’ingresso, prova a difendersi ma l’aggressore la blocca e l’afferra per le caviglie. La trascina verso il mobiletto dove si trova il telefono e la colpisce più volte. Poi la vittima viene nuovamente spostata, questa volta verso le scale che danno sulla cantina. Qui, il killer infierisce di nuovo, con almeno tre volte, e spinge in giù il corpo della ragazza. Percorre i primi scalini e colpisce la vittima almeno altre quattro volte. Secondo la ricostruzione della procura di Pavia, Sempio avrebbe utilizzato il lavabo della cucina per lavarsi le mani. Poi, con la mano bagnata, sarebbe tornato sulle scale della cantina per vedere la vittima e avrebbe appoggiato la mano ancora bagnata sulla parete, lasciando la famosa “impronta 33“.
Andrea Sempio, poi, si sarebbe allontanato dall’abitazione non andando troppo lontano: secondo gli inquirenti, infatti, si sarebbe recato a casa della nonna, che dista circa 400 metri dalla villetta dei Poggi, dove si sarebbe ripulito. C’è un’altra traccia di estremo interesse per gli investigatori, che darebbe ancora più “forza” all’impronta 33. Si tratta dell’impronta di una scarpa, trovata sulla soglia delle scale, che sarebbe perfettamente compatibile, secondo la professoressa Cattaneo, con le caratteristiche fisiche di Sempio.