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    L’indiscrezione di Dagospia: “Sigfrido Ranucci sarà sospeso dalla Rai e non condurrà la prossima edizione di Report”. Ma il giornalista smentisce

    Sigfrido Ranucci. Credit: Francesco Fotia / AGF

    Per il portale ci sarebbe già un “peso massimo” pronto a prenderne il posto alla conduzione del programma di Rai 3. Ma fonti della redazione, citate dal Fatto Quotidiano, smentiscono: "Si teme però una possibile sospensione di Ranucci a scopo cautelativo, soprattutto su pressioni della politica"

    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 21 Lug. 2026 alle 14:23 Aggiornato il 21 Lug. 2026 alle 14:59

    Sigfrido Ranucci sarà “sospeso” dalla Rai e “non sarà alla guida della prossima edizione di Report”. L’indiscrezione, pubblicata oggi da Dagospia, è stata smentita dal diretto interessato e da fonti interne al programma citate dal Fatto Quotidiano.
    Per il portale ci sarebbe già un “peso massimo” pronto a prenderne il posto alla conduzione di Report, che dovrebbe dunque continuare ad andare in onda su Rai 3, solo con una guida diversa. “In redazione sono tranquilli, forti della serietà e della veridicità delle inchieste”, informa invece il Fatto Quotidiano, smentendo l’indiscrezione. “Si teme però una possibile sospensione di Ranucci, che la Rai potrebbe prendere a scopo cautelativo, ma soprattutto su pressioni della politica”.
    Il caso è collegato alle polemiche sorte dopo le accuse mosse contro Valter Lavitola, l’ex direttore de L’Avanti che, secondo le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sarebbe il mandante dell’attentato ai danni del conduttore di Report.

    L’attentato
    Ranucci, che conduce la trasmissione dal 2017 dopo la partenza di Milena Gabanelli dalla tv pubblica, vive sotto scorta dal 2021, a seguito di alcune minacce di morte ricevute per il suo lavoro. La sera del 16 ottobre 2025, un ordigno è esploso davanti al cancello della sua abitazione a Pomezia, distruggendo due auto e danneggiandone il muro perimetrale.Alla fine dello scorso mese, le forze dell’ordine hanno arrestato quattro persone, ritenute gli esecutori materiali dell’attentato con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini hanno poi coinvolto, come possibile mandante, anche Lavitola, che vantava un rapporto personale con il giornalista.
    Quest’ultimo fatto aveva scatenato la polemica politica, soprattutto da parte del centrodestra, contro Ranucci. “Sono sicuro al cento per cento che finirò in carcere. Una cosa certa è che rovinerà la vita a me e spero che non la rovini a Sigfrido. Una carriera come quella che ha fatto lui, finire come un amico di un bandito, è il peggio che gli poteva succedere”, ha detto oggi Lavitola alla trasmissione Filo Rosso in onda su Rai 3. “La pista io credo di sapere qual è. Non so chi è il vero mandante ma so le motivazioni e forse potrei risalire al vero mandante”.

    Le “verifiche” della Rai
    Ieri, dopo la richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la Rai aveva avviato una serie di verifiche sulla gestione delle fonti e sulla correttezza delle inchieste di Report da parte della Commissione per il Codice Etico. “Il sottoscritto e la squadra di Report, sono pronti ad affrontare l’ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre, alcune, come quelle dell’Autogrill o del caso Tosi, proprio incentrate sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti”, aveva commentato ieri sui social Ranucci. “Che le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione. La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa, e mostruosa, e tende a colpire uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera rimasta nel Paese. Io non sono e non voglio essere un puro. Ma Report lo è e ha considerato come unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone. Merita rispetto. È la trasmissione con i giornalisti più premiati della storia della televisione, dietro ogni puntata, c’è un lavoro pazzesco, fatica, rigore, coraggio e soprattutto quello che spaventa , indipendenza e memoria”.

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