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    Caso Minetti, la procura di Milano: “Fatti gravissimi, verifiche con l’Interpol. Potremmo modificare il parere: noi diligenti ma non perspicaci”

    Credit: AGF

    Accertamenti sugli eventi che hanno portato alla grazia per l'ex consigliera regionale lombarda

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 28 Apr. 2026 alle 14:52

    La procura di Milano ha annunciato nuove indagini sul caso Minetti e sulla vicenda che ha portato alla concessione della grazia per l’ex consigliera regionale lombarda. “Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria” ha dichiarato all’Ansa il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa.

    Nicole Minetti, condanna a 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato nei processi Ruby bis e Rimborsopoli, era stata graziata per ragioni umanitarie, ovvero in virtù delle condizioni di salute di un familiare minore. Tuttavia, come raccontato da Il Fatto Quotidiano, l’adozione del bambino al quale si fa riferimento sarebbe avvenuta in circostanze poche chiare. Le notizie hanno provocato la reazione del Quirinale, che ha chiesto spiegazioni al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Abbiamo ricevuto dal ministero un’autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione” prosegue Gaetano Brusa.

    Sulle verifiche svolte precedentemente, invece, la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha dichiarato: “Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati”. Sulle tempistica, la Pg sottolinea che “mano a mano che arriveranno gli esiti degli accertamenti della nostra delega a 360 gradi, quando riterremo di aver soddisfatto le richieste istruttorie del Quirinale manderemo il nostro parere al Ministero su quei fatti indicati gravissimi”.

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