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    Caos AstraZeneca, si cambia ancora: ora il Cts esclude i giovani (ma molti di loro l’hanno già fatto)

    Di Giulio Alibrandi
    Pubblicato il 10 Giu. 2021 alle 13:33 Aggiornato il 10 Giu. 2021 alle 14:57

    Caos AstraZeneca, si cambia ancora: ora il Cts esclude i giovani (ma molti di loro l’hanno già fatto)

    Il Comitato tecnico scientifico (Cts) del ministero della Salute oggi potrebbe decidere di limitare l’utilizzo tra i giovani del vaccino contro Covid-19 di AstraZeneca. Nelle ultime settimane il vaccino, associato in casi rari a trombosi, è stato utilizzato da diverse regioni negli open day aperti anche ai ragazzi di età superiore a 18 anni, nonostante in Italia l’uso sia raccomandato “in via preferenziale alle persone con più di 60 anni”.

    Il nuovo parere del Cts potrebbe spingere le regioni a riservare ai giovani i vaccini a Rna messaggero (mRna), come quelli prodotti da Pfizer e Moderna, dopo che il recente calo dei contagi ha spinto molti esperti a riconsiderare il rapporto tra il rischio di incorrere nei rari ma gravi effetti collaterali associati all’uso del vaccino (più alto tra i giovani) e il beneficio di proteggersi dalla malattia.

    Secondo La Repubblica, il Cts potrebbe decidere di rimuovere le parole “in via preferenziale” dalla propria raccomandazione, senza fissare un’età minima diversa dai 60 anni. Il Corriere della Sera invece riporta che il Cts potrebbe riservare il vaccino a chi ha più di 50 anni, senza escludere che il limite di età possa essere fissato anche a 30 o 40 anni.

    Già martedì scorso la Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dichiarato che i vaccini a mRna sono da considerare preferibili a quelli a vettore virale come Astrazeneca per le persone di età inferiore a 60 anni, alla luce anche dei nuovi dati dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). La commissione dell’Aifa ha anche valutato i primi studi riguardo l’utilizzo incrociato dei vaccini, in cui per il richiamo viene utilizzato un vaccino diverso da quello somministrato con la prima dose. La somministrazione di un vaccino diverso per chi ha già ricevuto una prima dose di AstraZeneca, già prevista in paesi come Francia e Spagna, darebbe “un’ottima risposta”, secondo quanto dichiarato la scorsa settimana dal commissario per l’Emergenza Covid-19 Francesco Figliuolo. Anche questa possibilità dovrebbe essere valutata dal Cts, secondo Repubblica.

    Lazio e Sicilia continuano gli open day

    I rischi associati ai vaccini a vettore virale come AstraZeneca sono tornati a far discutere negli scorsi giorni, con il caso di una ragazza di 18 anni ricoverata in gravi condizioni a Genova a causa di una trombosi cerebrale sorta dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino.

    A Napoli è stato già revocato un open day previsto per domani sera, in cui tutti i residenti di età superiore a 18 anni avrebbero potuto ricevere il vaccino di AstraZeneca senza prenotazione. Nel Lazio e in Sicilia invece procedono le iniziative in programma fino a domenica per vaccinare i cittadini di età superiore a 18 anni con AstraZeneca. Altre regioni, come Veneto e Sardegna, invece hanno già deciso di non utilizzare AstraZeneca al di fuori delle fasce d’età previste.

    Secondo l’immunologo Giuseppe Remuzzi, “il rischio di complicazioni gravi di questo vaccino, come la trombosi associata a trombocitopenia, tra i 20 e 29 anni era di 1,1 per 100.000, mentre il rischio di avere una forma grave di Covid per quella fascia d’età va da 0,8 a 6,9 per 100.000”, in base ai dati pubblicati sulla rivista scientifica Science ad aprile, riferiti al Regno Unito. Secondo Remuzzi, l’Italia ha deciso di consigliare il vaccino sopra i 60 anni d’età tenendo conto “del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte dell’elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate”.

    Un anno complicato

    A marzo l’Italia ha sospeso l’uso del vaccino di AstraZeneca assieme ad altri paesi europei, dopo che erano emersi casi di trombosi in alcune persone vaccinate. Il Cts ha successivamente consentito di somministrare il vaccino solamente alle persone di età superiore a 60 anni, dopo che l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha affermato che i benefici che derivano dal suo utilizzo superano i rischi associati a possibili effetti collaterali. All’inizio della campagna vaccinale, l’Italia aveva invece limitato l’uso del vaccino alle persone di età inferiore a 65 anni, in attesa di dati che confermassero l’efficacia del vaccino per le fasce di età più anziane.

    AstraZeneca è anche al centro di una disputa legale con l’Unione Europea per i ripetuti ritardi nelle consegne del vaccino, che hanno pesato in maniera significativa sull’andamento della fase iniziale della campagna vaccinale.

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